A Roma scatta la nuova linea di frontiera per contenere l'emergenza e limitare i contagi di peste suina africana nella Capitale. L'ordinanza del Ministero della Salute prevede una estensione della zona rossa già istituita il 7 maggio dalla Regione Lazio. Questa è la nuova area fino al 31 agosto; è ancora più vasta e comprende una parte del parco dell'insugherata, la zona infetta dove sono stati trovati tutti e 6 i casi di cinghiali risultati positivi alla peste suina, e si estende oltre i confini del Grande Raccordo Anulare fino alla Cassia e i Prati. Non c'è dubbio che è una situazione che stiamo attenzionando e monitorando; d'altronde, dobbiamo assolutamente contenere la diffusione di questa peste, perché non possiamo permetterci che venga messo a rischio un comparto importante del nostro paese come quello suinicolo che fattura oltre 7 miliardi di euro. Stiamo provvedendo. Oggi, verrà firmata un'ordinanza che riguarda appunto la città di Roma. Sarà istituita, appunto, una zona rossa dove verranno regolamentate tutta una serie di attività all'interno, appunto, di questa zona per contenere la diffusione del virus. All'interno della zona rossa, si potranno applicare tutte le misure di contenimento compreso quella per l'eradicamento del virus, ovvero l'abbattimento selettivo dei cinghiali in esubero e non potranno essere esportati suini verso stati membri e paesi terzi. A deciderlo, la Commissione Europea con firma della Commissaria alla Salute Stella Kiriakides. La necessità di procedere con gli abbattimenti viene ribadita anche dalla Coldiretti che, di fronte alla proliferazione dei cinghiali, quasi due milioni e mezzo di esemplari, in alcune zone del nostro paese, sono pari a 5 volte tanto a quello che il nostro ecosistema potrebbe sostenere naturalmente, insiste sul pericolo per la sicurezza dei cittadini e soprattutto per le attività agricole se la peste suina si dovesse diffondere oltre le zone infette.























