Piacenza, caserma sequestrata e sei carabinieri arrestati

23 lug 2020

In quella caserma è successo di tutto, almeno da quello che si legge nell'ordinanza che ha portato in manette diversi carabinieri della caserma Levante di Piacenza. Tutto, sì, ma niente di lecito. Il procuratore capo di Piacenza, Grazia Pradella, fa fatica a parlare e con sdegno fa sentire alcune parti di intercettazioni. L'audio è disturbato, ma si sente chiaramente una voce che dice “che ridi?”, una persona che tossisce, un'aggressione, poi gli schiaffi. Ed è il procuratore a dire “temiamo sia stata torturata per indurla a parlare”. Estorsione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, arresto illegale, lesioni personali aggravate, peculato, abuso d'ufficio. Una serie impressionante di reati commessi dai militari dell'Arma dei Carabinieri, per cui l'Arma stessa esprime sostegno ai PM. Il procuratore è sdegnato nel raccontare un episodio in cui un carabiniere tortura un presunto spacciatore davanti a un altro. “Lo spacciatore gli dice, il malavitoso, “basta, basta, sennò lo ammazzi”. Lo dice a un carabiniere”. Parole che lasciano sgomenti e che portano al sequestro dell'intera caserma. Non solo. Ci sono anche false attestazioni per permettere in periodo di Covid di far circolare uno spacciatore liberamente con le sostanze in modo che se l'avessero fermato per un controllo avrebbe potuto esibire il permesso di circolazione firmato dagli stessi carabinieri. Secondo l'ordinanza anche un'orgia per festeggiare una qualche ricorrenza. Nessun reato, sì, ma il disprezzo e la convinzione che tanto nessuno li avrebbe presi. E quando parlano tra loro dicono “siamo un'associazione a delinquere, abbiamo fatto una piramide, noi non siamo raggiungibili”, convinti e sprezzanti al telefono in sostanza spiegano il funzionamento del loro sistema. Abbiamo trovato un'altra persona - dicono - che sta sotto di noi. Questo va da tutti gli spacciatori e gli dice “guarda, da oggi in poi, se vuoi vendere la roba, vendi questa qua, altrimenti non lavori, e questa roba qua gliela diamo noi”. Ecco fatto e spiegato. Poi ci sono le botte così forti a un pusher da essere costretti a pulire per terra per il troppo sangue. “L'Arma conferma il suo totale sostegno all'autorità giudiziaria e sottolinea come questi gravissimi episodi gettino un fortissimo discredito nei riguardi dell'impegno che quotidianamente i carabinieri garantiscono al servizio dei cittadini e a tutela della legalità”.

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