Piacenza, le 900 pagine dei pm su un sistema delinquenziale

26 lug 2020

Caserma Levante di Piacenza, lì dentro non c'è stato nulla di lecito. Così il procuratore capo Grazia Pradella, una zona Franca, dunque, resa tale dall'omertà di chi ha visto e non ha voluto parlare e di chi non ha voluto vedere. Nella caserma Levante, dicono i PM, regnava una totale impunità e lo sfregio del diritto. La richiesta delle misure cautelari è un plico di oltre 900 pagine, tutto documentato per filo e per segno, decine di intercettazioni ambientali e telefoniche foto degli indagati e mappe dei loro spostamenti. Diversi i reati contestati ai 10 Carabinieri di cui 6 agli arresti, traffico e spaccio, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, lesioni personali aggravate, peculato, abuso d'ufficio, falsità ideologica, perquisizioni di ispezioni personali arbitrarie, violenza privata aggravata e truffa ai danni dello Stato. Quello che colpisce i magistrati, oltre alle condotte gravi ed esecrabili, il fatto che un vero e proprio sistema delinquenziale si sia protratto per anni indisturbato, senza che nessuno al comando si insospettisse per l'alto tenore di vita dei Carabinieri coinvolti e per gli eccessivi risultati operativi. Gli indagati erano di fatto intoccabili. Uno di loro, infatti, si vanta così: abbiamo fatto un'associazione a delinquere, abbiamo fatto una piramide, siamo irraggiungibili. Tutti gli arresti fatti dal gennaio 2020 sono minati da plurimi reati dice la procura, arresti falsati, tramite gli informatori che altro non erano che complici della rete di spaccio gestita dai Carabinieri coinvolti. Arresti macchiati dal sangue, gravi le violenze e i pestaggi, vergognoso, scrivono i magistrati, udire i lamenti e i colpi. Tutto per accaparrarsi la droga. Altre foto mostro gli indagati sorridenti con il bottino del giorno o che ostentano banconote, poi ci sono i falsi certificati covid 19 e le orge organizzate in caserma con escort, le feste in giardino a dispetto del lockdown, l'ostentazione della ricchezza e il vanto della violenza. Uno di loro dice la compagna abbiamo rincorso un negro e lo abbiamo massacrato, e ancora uno dei protagonisti si sente come in Gomorra, io ci sguazzo, godono quando il malcapitato di turno, terrorizzato, l'implora non mi picchiate, non mi picchiate. Insomma, stigmatizzano i PM, quella tracotanza e prepotenza propria di chi si sente svincolato da qualsiasi regola morale e giuridica, pur vestendo una divisa.

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