Piazza Fontana: falsa pista anarchica, parla Guido Calvi

12 dic 2019

“La stagione che si è vissuta nel '69 in Italia fu drammatica. Vi erano stati più di 20 attentati, tutti attribuiti agli anarchici, anche arrestati, e di 17 di questi attentati gravissimi furono poi, invece, accertati come responsabili gli stessi che a Piazza Fontana avevano eseguito la strage. I neofascisti di Treviso furono condannati per 17 di quegli attentati. Questo mostra come le indagini condotte all'ora dalla polizia, dalla Magistratura e dalla politica che aveva orientato questi indirizzi erano quelle di cercare di dimostrare come la sinistra e gli anarchici erano responsabili.” “Lei è stato l'avvocato di Valpreda. Come si diventa mostri all'improvviso?” “Beh, si diventa perché gli si attribuisce questa qualifica. Mostro fu quello che si disse immediatamente da tutta la stampa italiana. Non ci fu una reazione che fosse dissenziente rispetto a questo. Poi, piano piano è cambiato.” “Un ricordo di Valpreda, che persona era?” “Una persona mite, assolutamente diversa da quello che appariva. Era un ballerino di seconda fila, cercava lavoro, simpatico, allegro, mite, non aveva assolutamente niente del terrorista o dell'attentatore.” “Se siamo usciti da quella stagione, a chi dobbiamo dire grazie?” “Beh, io direi che bisogna ringraziare innanzitutto i magistrati, i primi magistrati, giovanissimi, Calogero, Stizza, Fiasconaro, Alessandrini, D'Ambrosio. Questi furono i giovani magistrati che rovesciarono la situazione. E, infine, bisogna dire un grande grazie ai magistrati calabresi di Catanzaro che hanno mostrato in quel processo un coraggio, una onesta intellettuale e un rigore professionale veramente straordinari. Accertarono la verità, fecero tutto e, alla fine, la verità è emersa. Come dire, il merito va attribuito innanzitutto a costoro!.

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