Piazza San Carlo, Appendino condannata a 18 mesi

27 gen 2021

Ovviamente accettò e rispetto la decisione del giudice. Evidentemente, anche per il ruolo istituzionale che ricopro, non posso nascondere una certa amarezza perché c'è un sindaco che sostanzialmente paga per un gesto folle di alcuni ragazzi che sono stati già condannati anche in appello. La delusione si coglie nel volto e nella voce di Chiara Appendino, che parla immediatamente dopo la sentenza di primo grado che l'ha condannata a un anno e mezzo di reclusione con la condizionale per la tragedia di piazza San Carlo, per disastro, omicidio e lesioni colpose. Era la sera del 3 giugno 2017, sul maxischermo allestito in p.za San Carlo a Torino si stava trasmettendo la finale di Champions League tra Real Madrid e Juventus, quattro ragazzi giovanissimi, spruzzano dello spray al peperoncino sotto i portici per creare confusione e approfittarne per rubare cellulari, portafogli e orologi ai tifosi, ma quel gesto creò un'onda di panico: migliaia di persone in fuga, donne e bambini calpestati, due morti e 1526 feriti, il bilancio di quella serata. Quello che è accaduto è un dolore che porto e ho portato con me, in questi anni e lo porterò sempre, io, la città e la comunità e quindi le questioni processuali non incidono su questo lato personale di come un sindaco, la mia persona, abbia vissuto i fatti di piazza San Carlo. Detto ciò, ovviamente attendiamo le motivazioni, ma sicuramente procederemo con l'appello. Insieme a Chiara Appendino, sono stati condannati a 18 mesi, sempre con rito abbreviato, anche Paolo Giordana, ex capo di gabinetto del comune di Torino e l'allora questore, Angelo Sanna, mentre prosegue il processo per gli altri nove imputati che hanno scelto il rito ordinario. Per chi come me ha servito lo Stato e ha rispettato le sentenze per 47 anni, oggi rispetto la sentenza. Aspettiamo ovviamente la motivazione, poi con i miei avvocati, decideremo che strada intraprendere.

pubblicità
pubblicità