Pirateria tv, oltre 200 utenti denunciati

19 feb 2020

Calcio, Formula 1, MotoGP. Non solo, anche serie TV e film. Un'inchiesta della Guardia di finanza contro la pirateria audiovisiva ha portato alla denuncia di oltre 200 utenti che usufruivano illegalmente di contenuti a pagamento, grazie a degli abbonamenti pirata e senza un regolare contratto con le pay-tv. L'inchiesta per la prima volta colpisce gli utenti finali che pagavano un abbonamento di circa 12 euro al mese per guardare online contenuti diffusi a pagamento dalle principali pay-tv. L'inchiesta prosegue ed è volta all'identificazione di ulteriori possibili soggetti coinvolti. Acquistando abbonamenti di questo tipo, i clienti si rendono responsabili del reato di ricettazione. La legge sul diritto d'autore prevede la confisca degli strumenti utilizzati per la fruizione. Di conseguenza, ai 223 clienti, in caso di condanna, verranno confiscati il proprio televisore, computer e smartphone. Le sanzioni per il cliente prevedono inoltre la reclusione fino a otto anni e una multa fino a 25000 euro, oltre alle spese legali. L'ultima frontiera dei pirati digitali è la cosiddetta IPTV, acronimo di Internet Protocol Television, un sistema che permette di fruire gratis o a basso costo di contenuti televisivi, diffusi solitamente a pagamento, che vengono acquisiti e poi redistribuiti sul web.

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