Pisa, primo arresto per codice rosso

23 set 2019

Il clima è teso al campo rom di Coltano, estrema periferia di Pisa, dopo l'arresto di un uomo della comunità, accusato di aver maltrattato, segregato e di fatto venduto le figlie. Si era presentato dagli inquirenti denunciando addirittura un rapimento. Le sorelle, invece, si erano allontanate in un centro del nord Italia per vivere la vita che avevano scelto accanto a due coetanei. Il loro racconto ha svelato la vera storia. Le ragazze ci hanno riferito un vero e proprio sottobosco di maltrattamenti, fatto di calci, pugni, insulti, tagli di capelli punitivi e di giorni segregazione nelle roulotte, nelle quali venivano tenute a pane e acqua. Dopo le telefonate minatorie del padre, una delle due vittime è rientrata al campo per onorare l'impegno preso, il matrimonio con un cugino. Nelle immagini la festa delle due famiglie con le banconote sul tavolo, frutto della trattativa. Nell'ambito anche di quello che noi abbiamo, in qualche modo, ritenuto di inquadrare come una sorta di rituale, per così dire, in cui, appunto, alla fine sono spuntati questi soldi che, secondo le ricostruzioni di Polizia, sono un importo tra i 10 e i 13 mila euro. Insomma, non è una cifra simbolica. Si tratta del primo arresto in Italia per il “codice rosso”, in vigore dal luglio scorso, la legge che dispone una corsia preferenziale per le vittime di violenza domestica o di genere. Non solo un inasprimento delle pene, ma la definizione di diverse fattispecie di reato, come il matrimonio forzato. Ma soprattutto impone velocità e il Pubblico Ministero dalla notizia di reato ha tre giorni per raccogliere le informazioni. Una costrizione per le piccole Procure, ma con il fattore tempo a volte si salva una vita.

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