Pneumologo Harari: "Oggi situazione molto diversa da marzo"

12 ott 2020

Professore Ararill, l'ondata di oggi è la stessa di marzo? No è un'ondata diversa, a marzo abbiamo avuto un'onda d'urto di malatti molto gravi immediatamente, estremamente numerosi. Oggi l'ondata è molto più graduale. Il numero di pazienti arriva numericamente in maniera molto più distribuita e abbiamo la possibilità di assistere tutti, cosa che a marzo era molto più difficoltosa. I pazienti arrivavano spesso molto tardivamente all'osservazione clinica. Come spiegate il calo delle terapie intensive e della mortalità in generale? Credo che un ruolo importante sia stato determinato e sia anche attualmente svolto dalle terapie semi intensive. Abbiamo imparato a gestire meglio i pazienti, anche se non abbiamo cure specifiche per il Sars Cov2 e i pazienti, come dicevo prima, arrivano prima per cui riusciamo più tempestivamente a gestirli. Una cura però non esiste? No abbiamo solamente un antivirale, l'andesivir, che ha un certo ruolo, però solamente in una fetta di pazienti con alcune caratteristiche, ma siamo lontani dall'avere un trattamento antivirale efficace. Fondamentalmente ci basiamo sull'eparina e sui cortisonici. E'importante fare il vaccino antinfluenzale? Assolutamente sì, perché ci permette di detendere la pressione che ci sarà sul servizio sanitario nazionale, che stiamo già vedendo in questi giorni nel pronto soccorso. A marzo c'è stata una mobilitazione straordinaria, ovviamente, del personale medico, tutto, nessuno si è tirato indietro, si può tornare a quella stessa situazione? Io credo che il personale medico e infermieristico risponderà con lo stesso senso di appartenenza di responsabilità che c'è stato a marzo. Credo che non si possa pretendere però l'impossibile da un personale che ha già dato moltissimo. Credo che debbano essere allocate risorse adeguate, sia di personale che strutturali e quindi credo che l'adesione al MES sia fondamentale per supportare il comparto sanità in questo momento difficile. Un'ultima domanda, lei è preoccupato? Si.

pubblicità