Pompei: restauri e sorveglianza, boom di visitatori

12 gen 2017

L’annus horribilis degli scavi archeologici di Pompei fu il 2010, il 6 novembre 2010, quando crollò la scuola dei gladiatori e l’Italia fu esposta al ludibrio internazionale. Da quel momento cominciò la risalita e a dare una mano fondamentale fu l’Unione europea. Come? Stanziando 104 milioni di euro, affidandoli all’Italia e spiegando all’Italia che Pompei era patrimonio dell’umanità e come tale andava preservato e tramandato alle generazioni future. Con le risorse di Bruxelles partì il Grande Progetto Pompei, una gigantesca opera di ristrutturazione, messa in sicurezza di insule e di domus da mettere a disposizione delle migliaia di visitatori che arrivano da ogni angolo del mondo. “C’è un netto miglioramento in questi dieci anni. Stanno facendo lavori, stanno lavorando”. Come è cambiata Pompei in questi anni? Con i 104 milioni dell’Unione europea come l’avete cambiato il volto di questa città, museo all’aperto? “I lavori del Grande Progetto Pompei sono stati dei soldi ben spesi. Siamo riusciti a riportare alla luce e a riconsegnare al pubblico e anche all’Amministrazione aree che erano chiuse da decenni, alcune aree addirittura dai tempi del post sisma, del terremoto dell’80”. “È come trovare qualcosa di meraviglioso, un fiore che sta fiorendo”. “Pompei in qualche modo è diventata più attraente, soprattutto per i turisti che vengono da fuori”. Il biglietto d’ingresso a Pompei costa 11 euro, cinque anni fa con 11 euro si aveva diritto ad assistere a uno spettacolo meraviglioso di una decina di domus e di alcuni pezzi di Pompei che erano ancora fruibili. Oggi invece sono una cinquantina le domus aperte. Questa è la Casa del Fauno, ad esempio, una casa bellissima, più la grande, la stragrande maggioranza della città di Pompei è visitabile in tutti i suoi più remoti anfratti. “Bella, bellissima, affascinante”. “È la prima volta che vengo, la trovo bellissima”. “Io sono di Barcellona. È la prima volta che vengo a Napoli e anche a Pompei. Mi piace tanto”. Oggi Pompei è uno dei più bei biglietti da visita del Paese ed è un’area archeologica viva, pulsante, dove si può assistere a concerti bellissimi, come quello dei Pink Floyd, di Elton John o anche ad una mostra “Pompei e l’Egitto”. “È bellissimo”. “È impressionante”. L’ultimo crollo nell’area archeologica di Pompei è uno di crolli più belli, perché è un segno di grande civiltà. Sono crollate le barriere architettoniche. Pompei è un’area archeologica a misura di disabili. “La Sovrintendenza ha ancora da completare il 40 per cento degli interventi programmati sugli scavi, ma c’è un territorio che è intatto, immobile e poco accogliente, per essere buoni, da troppi anni”.

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