Ponte Morandi, gup esclude comitato vittime da parti civili

24 nov 2021

"Mi deve spiegare qualcuno, come potrebbe costituirsi prima, un'associazione di famigliari. Quindi è una norma di legge, che perlomeno deve essere un attimo ritarata. Cioè non ha nessun senso." Escluso dalle Parti Civili ammesse al processo per la tragedia del crollo di Ponte Morandi a Genova, il Comitato dei Famigliari delle 43 vittime. Il motivo? La legge prevede che un associazione possa costituirsi parte civile, solo nel caso sia nata prima di un determinato evento, lo ha deciso, nell'udienza preliminare, il Gup Paola Faggioni, per carenza di legittimazione. E così non passa il tentativo dei parenti, di far sentire la propria voce in giudizio, come soggetto collettivo, a prescindere dai risarcimenti, che Autostrade per l'Italia, ha versato, singolarmente a una parte delle famiglie. Decisione attesa, ma che delude e ferisce. "Era sufficiente uno sforzo interpretativo e un tuffo un po' nella realtà di quella che è la condizione umana, che vivono le persone in questo genere di vicende." Il Gup, ha escluso anche gran parte delle associazioni. Ammessi, invece, tutti gli sfollati post-crollo e alcune aziende. L'esclusione del Comitato resta amara. Compresa la ratio della norma, va cambiata la legge, dicono i familiari delle vittime. "Noi speravamo in qualcosa di più, in questo senso. Però è chiaro che la legge bisogna fare in modo che venga cambiata, non ha nessuna logica.".

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