Ponte Morandi, il controllore non lo aveva mai ispezionato

16 apr 2021

Il funzionario che doveva classificare il rischio del ponte Morandi non era mai stato a Genova. È quanto emerge dalle analisi delle intercettazioni e così Roberto Salvi, membro operativo del risk management di Autostrade, non solo non ha mai ispezionato il viadotto sul Polcevera, che dal 2013 nei documenti di ASPI era indicato a rischio crollo per ritardate manutenzioni, ma non aveva mai visto dal vivo l'infrastruttura. Non ero mai andato a Genova a vedere questo ponte, mi han detto: fai l'analisi dei rischi catastrofali, e io: ok. L'uomo lo racconta in una telefonata al padre il 28 marzo 2019, dopo la visita della Guardia di Finanza che cercava di fare luce sui criteri con cui era stato redatto il catalogo dei rischi aziendali di Atlantia. L'uomo poi si sfoga con il genitore. Mi sono posto il problema e sono andato da quello che si occupa dei ponti e gli ho chiesto: dov'è che potrebbe avvenire una catastrofe? E lui ha aperto il computer e mi ha fatto vedere. Il catalogo dei rischi è un documento cruciale per la procura di Genova. Nel 2015 dalla dicitura scompare il riferimento alle ritardate manutenzioni. Nel 2016 sparisce anche il rischio crollo, sostituito con la perdita di funzionalità statica del viadotto Polcevera. Nonostante i sensori montati sul Morandi fossero inesistenti, perché tranciati durante un cantiere. Io ero convinto che ci fossero e che fornissero informazioni alla direzione di Tronco, giura Salvi al padre. Dichiarazioni shock, finite tra le 480 dell'udienza stralcio sul crollo che si è conclusa mercoledì, quasi tutte ammesse e che entro il 7 ottobre saranno trascritte, a quasi tre anni dal crollo, che il 14 agosto 2018 causò 43 morti.

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