Prime cartoline da Prisma, il super satellite italiano

02 lug 2019

Cartoline dallo spazio. Le acque del lago Trasimeno e la loro torbidità. Lo stato della fragile vegetazione di Castel Fusano, messa a rischio dagli ultimi roghi. Le sostanze chimiche generate dagli incendi di gas a Bassora, in Iraq. Lo stato di salute delle colture in Perù. Eccole le prime immagini inviate da Prisma, satellite dell'Agenzia spaziale italiana per l'osservazione della Terra lanciato dallo spazioporto ESA di Kourou in Guyana francese lo scorso 22 marzo. “2, 1, 0!” Obiettivo: osservare e monitorare lo stato di salute del nostro pianeta come mai prima d'ora. “Abbiamo cominciato a fare la calibrazione del satellite utilizzando alcune aree italiane dove vogliamo monitorare problematiche o situazioni di possibile degrado ambientale.” Grazie al rivoluzionario sensore iperspettrale messo a punto da Leonardo, Prisma è il primo satellite per l'osservazione della Terra che consente di tracciare una vera e propria impronta digitale della sua superficie, riconoscendo non solo le forme degli oggetti, ma anche la loro composizione chimica. “Siamo in presenza di un pelo iperspettrale che è nato con dei requisiti piuttosto elevati in termini di accuratezza, di capacità di distinzione delle differenti bande di funzionamento e, quindi, di conseguenza, della migliore capacità di analizzare le caratteristiche chimico fisiche dell'ambiente osservato.” Dopo oltre 10 anni di lavoro e 126 milioni di euro di investimento complessivo, queste cartoline firmate Prisma, ricevute ed elaborate dal Centro spaziale di Matera, sono il primo risultato tangibile dello sforzo congiunto di una squadra di imprese affiatate e dalle grandi ambizioni.

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