Processo Meredith, le tappe della vicenda giudiziaria

11 giu 2019

È questa la prima immagine che abbiamo di loro, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, protagonisti di un caso che per anni è stato al centro delle discussioni tra la gente, sui giornali, nelle TV e ha diviso l'opinione pubblica di tre Paesi. Tra il primo e il 2 novembre del 2007, a Perugia, una studentessa inglese di 22 anni viene uccisa con una coltellata al collo. È Meredith Kercher, il corpo è in camera da letto, coperto da un piumone. Un delitto che dà il via ad una delle più scottanti e controverse vicende giudiziarie degli ultimi anni. In carcere, per l’omicidio, quattro giorni dopo finiscono tre persone: Amanda Knox, americana, vent'anni, una delle coinquiline di Meredith, Raffaele Sollecito che studia ingegneria, ha 24 anni, è pugliese e da pochi giorni ha una storia con lei e poi c'è Patrick Lumumba che a Perugia gestisce un pub. È Amanda ad accusarlo, ma Patrick 15 giorni dopo sarà scarcerato, un testimone conferma che la sera dell'omicidio era nel suo pub, a lavorare. Nel frattempo la Scientifica isola il DNA di Meredith, sulla lama di un coltello da cucina sequestrato a casa di Sollecito, sul manico c’è quello di Amanda. Decisiva sarà l'impronta di una mano insanguinata, lasciata su un cuscino, sotto il cadavere di Meredith. L’impronta appartiene a Rudy Guede, ivoriano, a Perugia fin da piccolo, viene rintracciato in Germania, dov’è fuggito subito dopo l'omicidio. Ammette di essere stato nella casa del delitto, ma nega ogni coinvolgimento, sarebbe scappato per paura. Rudy chiede il rito abbreviato e viene condannato a 30 anni di reclusione, per omicidio in concorso, mentre inizia il processo di primo grado nei confronti di Amanda e Raffaele che si chiude con la condanna a 26 anni di carcere per lei, 25 per lui. Intanto la Corte d'assise d'appello riduce a 16 anni la pena per Guede, confermata poi in Cassazione. Nel 2010 si apre l'appello per la coppia Knox-Sollecito, è uno scontro tra periti e un anno dopo il Giudice riforma la sentenza: assolti per non aver commesso il fatto e scarcerati. Amanda riparte il giorno dopo per gli Stati Uniti. Ma l’assoluzione viene annullata dalla Cassazione che rinvia a Firenze, per un nuovo processo di appello. Amanda e Raffaele vengono di nuovo giudicati colpevoli e condannati, ma entra di nuovo in gioco la Cassazione e il 27 marzo 2015, a quasi otto anni dall'omicidio di Meredith, la quinta sezione penale li assolve in via definitiva. Pochi mesi fa l'ultimo capitolo, la Corte europea per i diritti dell'uomo condanna l'Italia, per violazione dei diritti della difesa di Amanda e dispone un risarcimento.

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