Pronto piano sicurezza per funerali ultrà Lazio ucciso

12 ago 2019

“Non importa né dove né quando, ci saremo”. Questo è solo uno dei tanti messaggi che si stanno scambiando sui social gli Ultrà della Lazio che avevano Fabrizio Piscitelli, il loro leader. Ed è proprio questo che preoccupa la Questura che ha vietato i funerali pubblici dell'uomo ucciso mercoledì scorso, con un colpo di pistola al Parco degli Acquedotti, a Roma. La cerimonia resta dunque fissata in forma privata alle 6 di martedì al cimitero di Prima Porta. Ma la famiglia di Piscitelli ricorre al Tar contro il provvedimento della Questura. La moglie Rita lancia anche un appello al Papa perché le sia data la possibilità di celebrare quello che definisce un funerale degno. E la sorella della vittima, diffida in pratica il Questore a mettere in atto quanto stabilito. Piscitelli, 53 anni più noto come Diabolik era stato condannato a 4 anni e 8 mesi per traffico di sostanze stupefacenti. A 3 anni e 2 mesi per la fallita scalata alla Lazio e al Daspo per gli scontri con i tifosi della Spal. Soprattutto nelle indagini sulla sua morte si procede con l'aggravante del metodo mafioso. La questione, dunque, soprattutto per quanto riguarda l'ordine pubblico è delicata, potrebbero arrivare migliaia di Ultrà forse anche dall'estero. Ecco quindi che già si pensa al piano di sicurezza al cimitero di Prima Porta Dove verranno bloccati gli accessi e ci sarà un ingente spiegamento delle Forze dell'Ordine, non solo in tutta la zona, ma anche alle stazioni ferroviarie, e i caselli autostradali. Intanto sul fronte delle indagini si ipotizza la presenza di un terzo uomo, oltre al killer, forse un professionista venuto dall'Albania. C'era qualcuno che faceva il palo e che vedendo arrivare Piscitelli, lo avrebbe avvertito mentre si trovava poco distante, a bordo di un motorino con un'altra persona.

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