Pronto soccorso, cinque codici per le emergenze

01 ago 2019

Nuove regole per il pronto soccorso ospedaliero: all'accettazione verrà assegnato un codice che va da 1 a 5, cui potranno essere associati dei colori. Le nuove linee guida approvate in sede di Conferenza Stato-Regioni prevedono anche dei limiti ai tempi di attesa. Il codice 1, o codice rosso, continuerà ad avere la priorità con accesso immediato. Sparisce il vecchio codice giallo, sostituito da due gradi diversi di urgenza. I casi in cui sono a rischio di compromissione le funzioni vitali avranno il codice arancione e dovranno essere trattati entro 15 minuti. Le urgenze differibili potranno avere tempi di attesa di un'ora. 2 ore per i codici verdi, 4 per i codici bianchi. Tra le novità anche la regolamentazione dell'osservazione breve intensiva, che finora era affidata all'organizzazione dell'ospedale e d'ora in poi sarà regolata dalle linee guida. Si tratta di quei casi in cui il paziente deve essere tenuto sotto osservazione per un periodo più lungo di quello richiesto dai normali tempi di pronto soccorso, in attesa di una valutazione delle reali condizioni di salute che permetta di decidere se procedere al ricovero o alle dimissioni. Lo scopo è quello di ridurre il numero dei ricoveri inappropriati e rimandare a casa i pazienti in maggior sicurezza. Il documento suggerisce anche delle azioni da mettere in campo in caso di iperafflusso al pronto soccorso. Per razionalizzare le risorse è prevista l'implementazione della figura del Bed Manager, il “manager dei letti”, che avrà la responsabilità di gestire i posti letto mediante un'attenta regolamentazione di ricoveri e dimissioni. Critica la Società Italiana di Medicina di Emergenza, che punta il dito contro la carenza dei medici. Nei pronto soccorso italiani - denunciano - ne mancano 2.000. Perplessità condivise dall'Associazione dei consumatori Codacons, secondo cui l'introduzione di nuovi codici di accesso non migliorerà la situazione di alcuni ospedali, specialmente nel Sud-Italia, in cui i cittadini sono spesso costretti a subire ore di attesa per la carenza di medici e personale specializzato.

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