Psicofarmaci alla figlia di 3 anni, arrestata a Napoli

12 gen 2017

Aveva tentato più volte di uccidere la figlia di appena tre anni: con la più pesante delle accuse, una ventinovenne napoletana è stata arrestata dai Carabinieri. Mentre la bambina, la più grande delle sue tre figlie, era ricoverata all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma per alcuni approfondimenti diagnostici, lei, la madre, aveva cercato di avvelenarla mettendo nel biberon una quantità di benzodiazepine, uno psicofarmaco, sufficiente a provocarle un arresto cardiorespiratorio. Era successo due volte a distanza di pochi giorni ed erano stati i medici che l’avevano salvata, dopo due ricoveri in rianimazione, a insospettirsi e a disporre una serie di analisi per verificare la presenza di sostanze tossiche nelle urine. Gli esami avevano dato esito positivo e così il caso era stato denunciato alle autorità. La bambina, dicono ora i medici dell’ospedale, è fuori pericolo. La donna dovrà rispondere di tentato omicidio. Un tentativo disperato, dicono i Pm, di attirare l’attenzione del marito, con il quale viveva da tempo una crisi. A entrambi i genitori è stata tolta la patria potestà e imposto il divieto di avvicinarsi alle tre bambine, ora affidate ai servizi sociali.

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