Ragazze investite a Roma, Pietro Genovese ai domiciliari

28 dic 2019

Stava correndo troppo. Aveva un tasso alcolemico superiore al consentito, un'illuminazione della strada colposamente insufficiente. Nell'ordinanza il gip cita una serie di testimoni che concordano sul fatto che la velocità dell'auto guidata da Pietro Genovese, a bordo della quale c'erano due passeggeri, era sostenuta, superiore ai 50 chilometri orari. Ma è anche vero che Gaia e Camilla hanno attraversato la strada col semaforo rosso. Una condotta, scrive il gip, vietata e spericolata che ha concorso a provocare l'incidente. Nel provvedimento il gip Bernadette Nicotra, scrive che una guida con prudenza e in condizione di sobrietà in prossimità di un semaforo specie in un agglomerato urbano pieno di locali e movida, e per di più con l'asfalto bagnato, avrebbe con ogni probabilità permesso all'indagato di controllare meglio l'auto. Di tutto questo Pietro Genovese dovrà parlare il 2 Gennaio nel corso dell'interrogatorio di garanzia. Da giovedì è agli arresti domiciliari su richiesta della procura. Si tratterà del primo vero confronto con gli inquirenti, dopo l'interrogatorio svolto nell'immediatezza dei fatti, duranti i quali Genovese ancora in stato di choc, ha sostanzialmente affermato di non aver visto le due sedicenni attraversare la strada.

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