Ragazze uccise a Roma, attesi accertamenti tecnici

29 dic 2019

Mentre la gente in quel punto di Corso Francia continua ad attraversare la strada con il rosso, come se quanto successo una settimana fa non avesse lasciato traccia, al di là dei mazzi di fiori lasciati vicino al guardrail. Le indagini sulla morte di Gaia e Camilla sembra destinata a trasformarsi in una battaglia a suon di perizie. Per sostenere l'accusa di duplice omicidio stradale a carico di Pietro Genovese sarà fondamentale stabilire, con una perizia, che il ventenne stava percorrendo quel tratto di strada, ad una velocità superiore al limite di 50 km orari. L'avvocato della famiglia di Camilla ha nominato un consulente per chiedere una ricostruzione scientifica dell'incidente. Stessa linea seguita dal legale della famiglia di Gaia. Tra l'altro, proprio su questo punto, il dubbio è che la dinamica non sia così chiara come delineato dai primi accertamenti: secondo alcune testimonianze le due sedicenni, travolte e uccise sul colpo, stavano attraversando fuori dalle strisce. Secondo altre, nelle prossimità dell'attraversamento pedonale, tenendosi per mano. Secondo altre ancora attraversavano sulle strisce. Un particolare importante perché, se riscontrato, potrebbe aggravare la posizione di Pietro Genovese. Chi era in macchina con il ragazzo sostiene che le due vittime sarebbero sbucate all'improvviso ed evitarle sarebbe stato impossibile. Le loro versioni saranno verificate nei prossimi giorni; al vaglio sono anche le riprese di numerose telecamere di sorveglianza degli esercizi commerciali in zona. Una cosa è sicura, l'illuminazione stradale, in quel punto era appena stata rifatta con potenti fari a led. La prossima settimana ci sarà l'interrogatorio di garanzia del ventenne ai domiciliari. L'avvocato ha spiegato che Genovese deciderà nei prossimi giorni se rispondere o meno alle domande del giudice.

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