Ragazzi morti a Terni, fermato ammette cessione di metadone

08 lug 2020

Troppe le circostanze e gli indizi a suo carico per poter negare le responsabilità. Ha 41 anni l'uomo fermato in merito alla morte di due ragazzi a Terni. Si tratta di un tossicodipendente in cura al Sert. Avrebbe ceduto la sostanza alle vittime, 15 e 16 anni, amici da sempre, trovati senza vita dai genitori nel loro letto nelle loro case ieri mattina. Il procuratore parla di sostanza drogante, forse metadone, forse codeina, forse un mix. Ci siamo soffermati su sostanze droganti perché aspetteremo gli esiti tossicologici in via di conferimento dell’incarico per capire quale tipo di assunzione questi due sfortunati giovani, la notte tra il 6 e le prime ore del 7 mattina del luglio 2020, hanno avuto purtroppo, loro malgrado, modo di assumere. Sarà l’autopsia, in programma venerdì, a definire con certezza le cause della morte, ma da subito le indagini hanno puntato verso l'uso di stupefacenti. I coetanei e gli amici più stretti ci hanno dato quelle indicazioni che, seppur non esaustive, hanno permesso, unite a quella che è la conoscenza del territorio da parte dei militari dell’Arma, in particolare delle stazioni che conoscono le persone, di avere un’idea di chi poteva essere il soggetto che aveva ceduto lo stupefacente. Fondamentale è stato l'aiuto degli amici dei ragazzi che hanno ricostruito le ore trascorse insieme lunedì sera qui in questo campetto di quartiere, dove hanno cominciato a star male. L'accusa per l'uomo, che ora dal carcere fa sapere di essere distrutto, è morte in conseguenza di altro reato, la cessione di stupefacente aggravata dalla minore età. Nelle prossime ore il Gip deciderà sulla convalida del fermo.

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