Legambiente su ecomafie: nel 2020 aumento reati ambientali

16 nov 2021

Le ecomafie non conoscono pause, neppure durante il lockdown. Nel 2020, anno nero segnato dalla pandemia Covid-19, i reati ambientali accertati sono quasi 35 mila, circa quattro all'ora. Crescono dello 0,6%, nonostante una flessione del 17% nei controlli effettuati. È la realtà fotografata dal nuovo Rapporto Ecomafia 2021, realizzato da Legambiente. Cresce l'impatto nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa, che rappresentano il 46,6% del totale e aumentano sia le persone denunciate +12%, che gli arresti +14,2%. "È fondamentale garantire l'applicazione dei delitti contro l'ambiente nel codice penale, senza rischio di prescrizione dei reati, stanno arrivando i miliardi di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ed è fondamentale fare tutto questo perché la transizione ecologica, deve essere pulita anche nella fedina penale". Nella classifica regionale, Campania, Sicilia e Puglia rimangono le regioni più colpite da illeciti ambientali, al quarto posto sale quest'anno il Lazio, che supera la Calabria con un incremento del 14,2% sul 2019. La Lombardia resta la regione con il maggior numero di arresti. Preoccupante il numero dei comuni commissariati per ecomafia, ben 32 dall'inizio del lockdown fino ad oggi. Codice rosso per boschi e fauna, aumentano dell'8,1% i reati relativi agli incendi, ben uno ogni ora i reati contro gli animali. Uniche buone notizie: illeciti in calo, ma più arresti nel ciclo dei rifiuti e più denunce in quello del cemento.

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