Rapporto sui millennials nell'era digitale

29 ott 2019

I giovani e la cultura non sono distanti, ad essere nuovo è forse diverso rispetto ai parametri di altre generazioni, è il mezzo con cui si avvicinano, ma in alcuni casi è necessario un incentivo per avvicinarli ancor di più. In questi anni si è fatto molto, forse, per le generazioni più giovani, cioè i bambini ai musei, per i giovani si è fatto poco. Ci siamo posti questa domanda ed è imprescindibile il fatto di riuscire a prepararsi a coinvolgere i giovani attraverso i nuovi strumenti di comunicazione e quindi il digitale ha un ruolo fondamentale. Se non parliamo il loro linguaggio e non utilizziamo un metodo per coinvolgerli, non si avvicineranno facilmente ai nostri musei. I giovani nati tra la metà degli anni 80 e i primi del 2000, i cosiddetti Millennials e Centennials, rappresentano una risorsa chiave, sia sotto il profilo della fruizione culturale, che della produzione creativa, nonostante oggi si parli spesso di generazioni Y e Z o nativi digitali, le loro abitudini e stili di vita sono di fatto sconosciute al mondo politico, per esempio, cosa che limita l'efficacia delle politiche destinate a loro e li esclude, di fatto, da una fetta importante di offerta culturale e artistica. Ma chi sono questi giovani? Quali sono i loro valori e qual è il ruolo della cultura nella loro vita? Da questi interrogativi è partita l'associazione Civita, per questa edizione del suo rapporto. Esiste all'interno di questo mondo una molteplicità di differenze, basate molto su elementi sociali e culturali. Siamo riusciti a individuare quattro class row, ovvero quattro sottogruppi di ragazzi, con delle caratteristiche molto diverse l'uno dall'altro. Sociali e connessi, così si definiscono i ragazzi ed è su questo che occorre riflettere per coinvolgerli. Del resto dalla ricerca emerge che lo strumento privilegiato per la condivisione culturale e creativa è Instagram.

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