Regeni, procura verso chiusura indagini

28 ott 2020

Gli investigatori italiani sono volati ancora una volta al Cairo per confrontarsi, nell'ennesimo incontro programmato, con i loro omologhi egiziani. I due anni previsti per indagare sull'assassinio di Giulio Regeni stanno per scadere e purtroppo non ci sono passi avanti verso la verità. La Procura di Roma non si arrende tuttavia, attende ancora una risposta all'ultima rogatoria internazionale del 2019 che riportava le parole di un funzionario dell'Intelligence egiziana che a un altro collega avrebbe rivelato di aver preso parte al rapimento e alle successive torture sul povero Giulio, scambiato per una spia inglese, come riferito da una persona presente a quella conversazione. Se nessun riscontro verrà entro la fine dell'anno da parte delle autorità africane, il PM incaricato chiuderà le indagini, valutando a quel punto se chiedere l'archiviazione o procedere nei confronti dei cinque soggetti allo stato iscritti nel registro degli indagati. Si tratta di cinque agenti della National Security egiziana sotto inchiesta dal 2018. Vuote si sono rivelate finora le innumerevoli rassicurazioni dell'Egitto nella persona del presidente Al-Sisi, l'ultima nell'agosto 2019 al Premier Conte. “Assicuriamo impegno per scoprire le circostanze del caso e arrivare ai criminali e consegnarli alla giustizia”, aveva ribadito il capo dello Stato egiziano.

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