Regione: è una bufala il video della Raggi sui siti chiusi

07 lug 2019

Ordinanze inapplicabile, video in sito sbagliato e cassonetti ancora in fiamme: il weekend per Virginia Raggi è rovente e non per il caldo, ma soprattutto per la situazione rifiuti nella capitale. Il nodo sembra restare quello dello smaltimento, ma anche quello di una raccolta che a vedere i contenitori appositi ancora traboccanti, a dir poco latita. La Sindaca di Roma si presenta dunque sabato pomeriggio di fronte ai cancelli chiusi di un impianto, accompagnata da un addetto dell'AMA, l'azienda per la raccolta, e da un camion che dovrebbe scaricare nel sito affermando: "Come vedete è sabato pomeriggio, i cancelli sono chiusi, l'impianto è fermo. Quindi questa è la prova che questa ordinanza non funziona. Zingaretti ha preso in giro tutti i romani". Ma a stretto giro arriva la replica dell'Assessore Regionale Rifiuti, Massimiliano Valeriani, che definisce il video una bufala, perché l'impianto delle immagini con la Raggi non è tra quelli contenuti nell'ordinanza regionale ed infatti era chiuso proprio per questo motivo. Un botta e risposta tra Sindaca e Presidente della Regione, che dunque dura ormai da giorni, in un rimpallo di responsabilità che lascia però ancora i cassonetti pieni, se non in fiamme, come è accaduto di nuovo nella notte nel quartiere di Monteverde, con un rogo doloso che ha danneggiato anche un'auto parcheggiata nelle vicinanze. Zingaretti ha assicurato che con l'ordinanza firmata sabato mattina la capitale sarà pulita in 7 giorni. La Raggi ha bollato il documento come ridicolo e l'AMA, prima del video incriminato, ha affermato che era iniziata la pulizia delle zone sensibili, cioè quelle che, secondo l'ordinanza, devono essere bonificate in 48 ore. Ma gli impianti di smaltimento non davano risposte, e dunque, non si poteva scaricare quanto raccolto. Quindi è arrivato il video, che però ha avuto l'effetto di un boomerang per il Campidoglio, con la Regione che ha assicurato come tutti gli impianti individuati nell'ordinanza siano invece disponibili ma è l'AMA che non sta facendo arrivare i camion con la spazzatura, insomma, non raccoglie abbastanza. Di sicuro, al momento, per i romani resta solo la seconda rata della Tari, tra le più alte d'Italia, da pagare per usufruire di un servizio così.

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