Relazione dia, le mafie cambiano pelle

19 lug 2019

Cambiano pelle, mutano, si trasformano, vanno al passo con i tempi e spesso li anticipano: la finanza, è questo l'obiettivo ormai consolidato di quella mafia liquida che investe nel Nord Italia. E' quanto emerge dall'ultima relazione della DIA riferita al secondo semestre 2018. Aumentano le teste di legno, ossia quei soggetti esterni alle organizzazioni criminali, professionisti che prestano la loro opera proprio per schermare e moltiplicare gli interessi economico finanziari dei gruppi criminali. La VIA li definisce “facilitatori”, investono, spaziando dal settore della ristorazione a quello turistico alberghiero fino all'ingrosso di prodotti alimentari. Le maggiori interdittive antimafia sono in Calabria, dove si registra il maggior numero di confische. Poi c'è la Sicilia e al terzo posto la Lombardia, con l'epicentro a Milano, ma anche Roma ha un tessuto ricco di potenzialità. Antico e moderno si incrociano nella mafia al momento più forte, la 'ndrangheta. Usanze e ritualità e vocazioni imprenditoriali, i clan calabresi si stanno sempre più proiettando non solo nel Nord Italia, ma nel mondo. “Colpita da innumerevoli sequestri e arresti, Cosa Nostra siciliana è ancora pervasiva” scrive la DIA. Dopo la morte di Totò Riina le indagini hanno documentato i tentativi di riorganizzazione e sullo sfondo c'è sempre lui, la primula rossa, Matteo Messina Denaro, latitante dal '93. Salendo verso la Campania, si registra una convivenza difficile tra chi vuole la violenza e chi no. Da un lato il sistema camorra registra gruppi di gangherismo urbano e bande di giovani delinquenti che spesso sparano incuranti della possibilità di colpire persone innocenti. Preoccupa il sistematico rinvenimento di armi in Puglia e gli svariati fatti di sangue a conferma del potenziale militare delle cosche. Infine, cresce la mafia nigeriana, tribale e spietata. E' diventata una vera e propria associazione di stampo mafioso, tutto sommato alla componente mistico religiosa e a un uso indiscriminato della violenza. Il pericolo è quello dell'islamizzazione.

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