Respinta scarcerazione per Salvatore Buzzi

13 nov 2019

Salvatore Buzzi rimarrà in carcere. La Corte d'Appello di Roma ha rigettato la richiesta avanzata dai legali di spostare la sua detenzione da Tolmezzo ai domiciliari e così il ras delle cooperative romane dovrà restare dietro le sbarre. I difensori avevano annunciato il ricorso subito dopo la sentenza della Cassazione su Mafia Capitale che, lo scorso 22 ottobre, aveva escluso definitivamente l'accusa di associazione mafiosa per lui, Massimo Carminati e tutti gli altri imputati. I Giudici d'Appello hanno però ritenuto che Buzzi potrebbe reiterare le sue condotte corruttive con la nuova classe dirigente. Dunque non è possibile alleggerire il suo stato detentivo. Sorte che potrebbe toccare anche a Carminati, su istanza di scarcerazione dei difensori, che però per lui hanno già ottenuto la revoca del 41 bis, cioè il carcere duro. Intanto è attesa nelle prossime ore un'altra pronuncia della Suprema Corte per Roberto Spada, uno dei boss dell'omonima famiglia che per la prima volta, il 24 settembre, è stata riconosciuta come clan mafioso dalla Corte d'Assise di Roma, con condanne esemplari all'ergastolo proprio per lui, il fratello Carmine e il nipote Ottavio. La Corte dovrà, in questo caso, decidere se confermare o meno l'ulteriore condanna a 6 anni per lesioni, aggravate dal metodo mafioso, rimediata da Robertino in secondo grado lo scorso dicembre per la testata al giornalista RAI, Piervincenzi.

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