Riaperta la terapia intensiva covid al Niguarda di Milano

27 set 2020

Solo il 30 giugno scorso, in questi corridoi, medici, infermieri e operatori sanitari, festeggiavano la chiusura dell'ultimo reparto Covid di terapia intensiva. Oggi, a tre mesi da quel giorno, i letti sono di nuovo occupati da pazienti positivi con gravi danni respiratori. Pochi, per ora, se si pensa che a marzo si sono sfiorati i 100 ma l'età media si è abbassata e non si può rischiare di farsi trovare impreparati. Stanno sicuramente aumentando i pazienti, due settimane fa non avevamo pazienti ricoverati, adesso ne abbiamo tre e uno di questi è molto giovane, ha poco più di 50 anni. Abbiamo un piano in progressivo aumento. In regione Lombardia abbiamo la possibilità di arrivare nel giro di 24 ore a 150 posti letto dedicati a pazienti Covid per poi crescere progressivamente fino a arrivare al numero che tutti noi ci auguriamo non dobbiamo mai succedere, di 1100 posti letto. Oltre questo vetro in quest'area ci sono pazienti Covid. Seguiamo la vestizione di chi deve entrare anche se per pochi minuti. L'unico suono è quello di macchinari. Il tempo sembra essersi fermato. Negli ultimi 10 giorni abbiamo ricominciato ad accettare i pazienti con polmonite da Covid. La paura più grande è sicuramente quella di tornare a marzo, aprile, in quella situazione in cui non si vedeva la via di uscita, in cui era tutto bloccato, compreso l'ospedale. Diciamo che la paura c'è adesso perché li vediamo coi nostri occhi e non si può negare la cosa. Ecco, negare è la cosa sbagliata. Entriamo nel pronto soccorso del Niguarda, uno dei più grandi di Milano. L'area a destra è separata da quella Covid. Lungo questo corridoio si accede ad una stanza isolata, ma in vista di un possibile aumento dei casi dalla prossima settimana i percorsi saranno staccati del tutto. I parenti dovranno restare all'esterno della struttura, per evitare di creare focolai nell'ospedale. Da qui i pazienti che hanno bisogno di ricovero vengono spostati in un reparto di malattie infettive dove c'è stato un incremento nell'ultima settimana non sono nel numero, ma anche nella gravità. L'incremento negli ultimi 10/15 giorni del numero dei casi e della loro gravità. Tuttavia i casi riescono a essere contenuti nei reparti di isolamento. Non dobbiamo mandare i pazienti in altre parti dell'ospedale. La situazione tutt'ora è una situazione sotto controllo.

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