Ricerca cancro, oltre 130mila euro in memoria di Fraintesa

10 apr 2021

Trasformare il dolore in speranza per la cura contro il cancro, c'è anche questo dietro le oltre 130.000 euro donati in pochi giorni all' AIRC in memoria di Francesca Barbieri. Aveva 38 anni, era una travel-blogger conosciuta in rete come Fraintesa, un nickname che, da solo, racconta della sua natura giocosa. Un cancro al seno se l'è portata via il 2 aprile, in mezzo al dolore e alla rabbia, chi ha avuto la fortuna di conoscerla ha lanciato una raccolta fondi per la ricerca sul cancro. La stessa cosa aveva fatto Francesca quando nel 2019, a un anno dalla diagnosi, aveva organizzato una campagna di foundraising da devolvere alla Fondazione per la Ricerca sul Cancro. Obiettivo: realizzare il suo sogno, quello di fare il giro del mondo e compiere la sua missione: fare prevenzione in ogni tappa del suo viaggio. Da quella avventura Francesca è tornata a casa prima del previsto da una sospetta appendicite erano emerse delle metastasi. Ha così ha affrontato ricoveri, interventi, cicli di chemio e radioterapia e il suo giro intorno al mondo è diventato un viaggio dentro la malattia senza mai abbandonare il sorriso e l'ironia, senza mai smettere di condividere ciò che aveva imparato sulla sua pelle. Mi sono trovata davanti a una scelta, raccontava, tenere per me questa esperienza o condividerla, facendomi sicuramente un po' di male, ma aiutando persone che si trovano nella stessa situazione. Parlava alle donne e delle donne, Francesca, per infrangere quei tabù che ancora oggi accompagnano chi riceve una diagnosi di cancro al seno. Col sorriso sulle labbra svelava Il suo segreto per avere una piega perfetta: basta conservare la parrucca in una scatola. E parlava dell'importanza di smettere di inseguire modelli di perfezione, privandosi di piccole gioie della vita come mangiare un piatto di patatine fritte. Gli oltre 130.000 euro raccolti per la ricerca contro il cancro attraverso la campagna "Grazie Fraintesa" hanno trasformato le lacrime in gratitudine. Ma non fermiamo la catena, scrivono gli amici, continuiamo a condividere e a donare, per dire grazie anche alla ricerca.

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