Rientra allerta terrorismo Roma, siriano non è in Italia

20 lug 2019

Il dispositivo di sicurezza antiterrorismo a Roma è sempre attivo. Il Vaticano, le stazioni, gli aeroporti, ogni obiettivo sensibile cioè è presidiato senza sosta da polizia ed esercito. Periodicamente arrivano segnalazioni che non vengono mai sottovalutate, il rischio di attacchi terroristici di matrice islamica, per quanto fortunatamente l'Italia non ne sia stata ancora colpita, è sempre alto. A maggior ragione dopo l'informazione arrivata alle nostre forze di polizie e diffusa dal Corriere della Sera di una intercettazione telefonica in cui un ragazzo siriano diceva: "domani a Roma andrò in paradiso". Le volanti della Questura sono state subito allertate per il rintraccio di soggetto pericoloso. Il timore era che quella frase potesse nascondere un intento suicida. L'intercettato è un giovane di 28 anni, nato appunto in Siria, registrato su Facebook con un nome, ma utilizzatore di almeno due identità. Nella foto, diramata agli agenti per le ricerche, appariva con la barba in una piazza di Berlino. Gli accertamenti hanno però consentito di escludere che si trovi in Italia, quindi l'allarme è al momento rientrato. D'altronde fonti investigative, ci avevano ha subito precisato che non esisteva una minaccia specifica. Segnalazioni di questo genere sono di routine, ne giungono continuamente, spesso dai servizi segreti stranieri nell'ambito del flusso di scambio di notizie tra gli stati per la lotta al terrorismo. Nessuna però viene trascurata e così anche in quest'ultimo caso.

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