Rifiuti a roma, medici lanciano rischio emergenza sanitaria

02 ott 2019

Qui siamo al Quarticciolo, sulla via Prenestina. Ci sono sacchetti di ogni genere abbandonati sul prato, nel bel mezzo di un parco, sotto gli occhi di tutti, senza nemmeno cercare di nasconderli. Questi i livelli di degrado raggiunti a Roma, dove i cassonetti sono ancora stracolmi e le discariche abusive nascono come funghi. In alcune zone i miasmi sono così forti che la gente lancia i sacchetti dai finestrini delle auto, anche in questo caso, come capita. In questa situazione che il Ministro dell'Ambiente, Costa, ha definito esplosiva, la AMA, che è la municipalizzata dei rifiuti, da ieri è senza governance. Il sesto CdA in tre anni si è dimesso a poco più di cento giorni dal suo insediamento, per lo scontro con il Campidoglio sul bilancio 2017. In ballo c’è un credito da 18 milioni di euro per i servizi cimiteriali che l'azienda vanta nei confronti del Comune. La Raggi ha già nominato Stefano Zaghis amministratore unico. Di quattro TMB a Roma, in questo momento ne funziona soltanto uno, quello di Rocca Cencia, peraltro a rischio perché non ha fatto la manutenzione programmata e la Procura di Roma ha avviato un'inchiesta. Qui vengono trattati al giorno, 750 tonnellate di rifiuti indifferenziati, ne restano altre 2000 tonnellate che vanno, vengono portate fuori città, fuori Regione, oppure in impianti privati. Portare queste immondizie fuori dai confini della capitale costa 200 milioni di euro l'anno. L'ordinanza della Regione dello scorso luglio, che obbligava tutti gli impianti del Lazio ad accogliere la spazzatura della capitale, è stata prorogata di 15 giorni. Ci sono due settimane di tempo per scongiurare il tracollo, l’emergenza sanitaria e anche l'ipotesi del commissariamento. I medici lanciano l'SOS, soprattutto nei luoghi di raccolta vicino a scuole e ospedali. I presidi di Roma sono pronti a chiudere gli istituti.

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