Rifiuti Roma, prosegue raccolta straordinaria, ma difficoltà

10 lug 2019

“Una cosa del genere, io ho 82 anni, non si è mai verificata. Quando ero ragazzo non c'erano i soldi eppure funzionava tutto, ora ci sono i soldi e non funziona niente. Non lo so, speriamo bene”. “Adesso un pochino di meno però piano piano dai”. Sensibilità e aspettative evidentemente diverse, ma in realtà sembra stia funzionando il piano di raccolta straordinaria dei rifiuti cominciato alla fine della scorsa settimana, dopo la firma dell'ordinanza regionale che ha imposto la pulizia dell'intera città entro 7 giorni, termine che dopo il vertice al Ministero è stato prorogato, qualche giorno in più sarà necessario, il Ministro Costa parla di 10 - 15 giorni perché si possa tornare alla normalità. I cassonetti per la maggior parte sono stati svuotati, non ci sono più i cumuli di immondizia, ma a terra la spazzatura ancora rimane. Al centro come in periferia, qui, ad esempio, siamo alla Bufalotta, zona a nord di Roma a ridosso del raccordo anulare. Una volta risolta l'emergenza, l'ennesima crisi, quello che resta da affrontare è il complesso discorso sul ciclo dei rifiuti. Sarebbe il caso di ragionare sulla mancanza di impianti per la gestione ordinaria e di quelli che possono intervenire in situazioni emergenziali, come i siti di stoccaggio provvisori, vasche enormi in cui depositare i rifiuti quando ad esempio gli impianti vengono sottoposti a manutenzione. E se anche la differenziata facesse un passo in avanti deciso, una parte del lavoro sarebbe già fatta. Ma lei la fa la differenziata? “Certo, certo, perché? Bisognava farla”. “Ci mancherebbe”. Tutti ci dicono che la fanno, eppure ad oggi a Roma si va poco oltre il 40 per cento, ciò vuol dire che nei TMB della capitale finisce tanto indifferenziato, quello preso dai cassonetti o per terra. Tra l'altro dei 4 esistenti solo Rocca Cencia funziona a pieno ritmo, dopo l'incendio del Salario, infatti, a giugno i due di Malagrotta sono andati in ordinaria manutenzione. La situazione non è facile, ma di sicuro non si può continuare a navigare a vista di emergenza in emergenza, che si tratti di una discarica di servizio o di impianti con minore impatto ambientale qualcosa bisogna fare, perché non è più tempo di soluzioni ponte.

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