Rifiuti Roma, Regione apre impianti e dà 7 giorni ad Ama

05 lug 2019

A Rocca Cencia il viavai dei camion è continuo. Trasportano i rifiuti di Roma, indifferenziati soprattutto, perché siano trattati per poi andare altrove, sotto forma di CDR, ovvero combustibile da rifiuto, FOS, frazione organica dai vari usi, e scarti. Questo è infatti un impianto TMB, di trattamento meccanico biologico, che, a regime, è solo una tappa di passaggio dei rifiuti. Arrivano e, una volta trasformati, vanno via. Ebbene, guardate in questo video la quantità di immondizia che al momento si trova al suo interno, ma non dovrebbe esserci. Cumuli in alcuni punti alti anche 4 metri, con rischi di incendi e soprattutto intoppi nel ciclo di smaltimento. A causa, cioè, della mancanza di altri approdi, per ora qui giungono ben più delle 750 tonnellate autorizzate al giorno. La rete degli impianti romani per i rifiuti, infatti, prevedeva, fino a sei mesi fa, quattro strutture: due dell'AMA (Rocca Cencia e Salario) e due del CoLaRi, un consorzio di aziende a Malagrotta. Tutti insieme riuscivano a smaltire circa 2.750 tonnellate al giorno, già poche per la spazzatura dei romani, tanto da costringere il Comune a mandare, a pagamento, in Abruzzo altre 750 tonnellate. Dopo l'incendio che ha distrutto il Salario a dicembre e alcuni lavori di manutenzione in corso sui due impianti privati, ecco spiegata la nuova emergenza di Roma. “Un'emergenza annunciata. Sono settimane che denunciamo che gli sbocchi per l'azienda non erano più sufficienti. Si è dovuta arrivare a un'ordinanza”. L'ordinanza è della Regione, che chiede agli impianti del Lazio di ricevere i rifiuti di Roma e all'AMA di pulire la città entro sette giorni, disinfettando le aree sensibili, mentre la Sindaca Raggi ha individuato a Saxa Rubra un sito per il trasbordo dei sacchi da un camion all'altro. Tra i lavoratori monta il malumore perché tutto ciò farà solo da tampone. I problemi sono strutturali e si ripresenteranno. “I problemi dell'azienda sono sempre gli stessi; non ha impianti per il trattamento, e quindi dipende da privati, non ha mezzi a sufficienza per poter svolgere il servizio e mancano anche gli uomini”. Servono investimenti, dunque. L'AMA, con un bilancio ancora non approvato, è in crisi di liquidità, ma anche e soprattutto più differenziata per ridurre i rifiuti da conferire e regalare al Comune nuove risorse attraverso il risparmio sull'indifferenziato. L'obiettivo del 70% nel 2021 però è ancora lontano e altre emergenze sono dietro l'angolo.

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