Rigopiano, inchiesta Procura valuta omissioni ed errori

26 gen 2017

Le vittime del Rigopiano meritano verità e giustizia. Nessuno ha dubbi su questo. Ma la verità può avere come non avere colpevoli, responsabilità sì. Solo l’inchiesta dirà se quei morti si potevano evitare o se sono stati vittime di una tempesta perfetta. Per ora ci sono solo i reati: disastro colposo e omicidio plurimo colposo. Sotto i riflettori adesso della procura è questo palazzo, il palazzo della Prefettura, perché in effetti nella Prefettura ieri sono venuti qui anche gli uomini della squadra mobile a sequestrare diversi documenti, gli allarmi, i tabulati telefonici anche, perché sono arrivate qui le richieste di aiuto. Non soltanto le richieste di aiuto delle ore 18 proprio di mercoledì 18, quando era già avvenuta la valanga, ma è importante ancora di più una lettera, ovvero il bollettino di Meteomont che, ventiquattr’ore prima della valanga, avvertiva appunto di un rischio valanga portato da due a quattro. Il primo organo che viene avvertito è la Prefettura, che deve poi di conseguenza avvertire i Comuni e, quindi, procedere anche all’evacuazione di strutture come quella del Rigopiano. L’evacuazione, dunque, non avviene martedì 17 gennaio. Il Comune di Farindola nega di essere stato allertato dalla Prefettura. Anzi, alle 18.30, mentre una colonna di ospiti lascia l’albergo al seguito di uno spazzaneve che apre la strada, altre macchine piene di clienti salgono, scortate dalla polizia provinciale, che prova a dissuaderli. Sta nevicando sempre più forte. Niente da fare. Il destino si compie in quei momenti. Siamo alla mattina del 18 gennaio. Rimane una via d’uscita: la strada. I quaranta dell’Hotel Rigopiano potevano essere ancora salvati? Forse sì, se la burocrazia non avesse ritardato e impantanato tutto. Non sono mancati gli errori. Uno dei protagonisti di tutta questa storia e delle ore immediatamente precedenti alla tragedia del Rigopiano è questa struttura qui. Questa struttura, appunto, è la sede sia della Prefettura che della Presidenza della Provincia, e la Provincia è importante perché si attiva il mercoledì 18 dopo quella scossa di terremoto che ha messo in allarme tutti i clienti del Rigopiano. Di Tommaso, il direttore, ha già allertato tutte le autorità: “Veniteci a salvare e soprattutto mandate una turbina”. E questo farà. Infatti, il Presidente della Provincia inizierà non soltanto a telefonare al Presidente della Regione Abruzzo, ma anche a inviare mail alla Protezione civile e anche alla Prefettura per dire “bisogna trovare una turbina e inviarla subito al Rigopiano”. Ma la turbina non si trova. Alle 15 del 18 gennaio, l’Unità di crisi in Prefettura è riunita, quando mancano due ore alla tragedia. Il Presidente della Regione Abruzzo promette che entro dodici ore la turbina arriverà in zona Farindola e Rigopiano. Troppo tardi. Ormai la strada per Rigopiano è una trappola bianca, con due metri di neve. Nessuno uscirà più da lì. Alle 17 di mercoledì 18 l’apocalisse si abbatte su Rigopiano. Prima di quell’ora una catena di errori e di sbagli.

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