Rigopiano, quattro anni fa la slavina che travolse l'hotel

18 gen 2021

Valentina, mamma, il quarto è arrivato ma noi due, la tua famiglia, non ti abbiamo mai dimenticato. Inizia così la poesia che Giampaolo Matrone, sopravvissuto alla tragedia dell'hotel di Rigopiano, dedica alla moglie Valentina morta fra le macerie. Poche parole scritte, assieme alla loro figlia, la piccola Gaia. Sono passati 4 anni da quel 18 gennaio del 2017 quando un enorme slavina travolse e distrusse l'hotel di Farindola in Abruzzo. Un resort a quota 1200 metri. 29 le persone che persero la vita rimaste intrappolate all'interno della struttura. Per il quarto anno consecutivo i famigliari delle vittime si sono ritrovati sul luogo del disastro, per commemorare i propri cari. Una cerimonia per pochi a causa del Coronavirus. Il 18 gennaio del 2017 l'Abruzzo era in emergenza a causa di forti nevicate che avevano messo in ginocchio la regione. Le turbine non si trovavano, molte persone nei piccoli paesi dell'entroterra erano rimaste isolate. Tre scosse di terremoto quella mattina spaventarono gli ospiti dell'hotel che fecero le valigie per andare via. La neve continua a cadere copiosa, l'unica via di comunicazione che collegava il resort col fondo valle era bloccata. Numerose le telefonate partite dagli ospiti dell'hotel per chiedere aiuto. Decine e decine le chiamate del cameriere Gabriele D'Angelo alla Prefettura e al COC di Penne, ma nessun aiuto arrivò, nessuno andò da loro per liberarli. L'ultima scossa alle 14:33 circa, poi alle 16:49 la terribile valanga che spazzò via l'hotel. A marzo riprenderà il processo a Pescara. Una trentina gli iscritti sul registro degli indagati per reati che vanno dal disastro colposo e omicidio plurimo colposo, dall'abuso edilizio all'omissione d'atti d'ufficio.

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