Era il 18 gennaio del 2017 quando una slavina si staccò dal Monte Siella, una delle cime del Gran Sasso, e travolse l'hotel Rigopiano. Ci troviamo in Abruzzo in provincia di Pescara. Quattro scosse di terremoto di magnitudo molto alta, 5.1, si erano verificate quella mattina, con epicentro l'aquilano. Gli ospiti dell'albergo erano molto spaventati per questo, sappiamo già che l'Abruzzo è una regione sismica, ad alto potenziale sismico e le persone erano molto spaventate, volevano andare via. Ma il problema di quel giorno qual era? Che aveva nevicato talmente tanto che l'unica strada che conduceva dall'albergo alle altre vie, quindi l'unica via d'uscita era una strada bloccata completamente dalla neve. Questi sono i dati forniti dai carabinieri del Meteomont quella mattina, la slavina, la potenza di questa slavina di 120 mila tonnellate, che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano a una velocità di 100 Km/h, paragonabile a 4.000 tir carichi di materiali. E poi ancora, è stata aperta un'inchiesta, ora c'è un processo in corso a Pescara, un processo con rito abbreviato, 29 sono gli imputati più una società. I reati vanno da omicidio plurimo colposo, lesioni colpose, ma anche reati ambientali e depistaggio, perché per la procura ci furono anche tentativi di occultare alcune telefonate partite dalla struttura, da parte di una cameriere che poi perse la vita all'interno del resort. Chi c'era dentro l'albergo Rigopiano? 40 ospiti, tra cui 4 bambini, 12 membri dello staff. E questa tragedia costò la vita a 29 persone, 11 furono i superstiti. La sentenza di primo grado è attesa per il 17 febbraio.