Rivelato il mistero dell'ultimo giorno di vita dei dinosauri

09 apr 2019

Pochi giorni fa è stata pubblicata la notizia che dei paleontologi sono riusciti a ricostruire l'ultimo giorno di vita dei dinosauri sulla Terra. Come è stato possibile arrivare a una determinazione così precisa? Come in molti altri casi ci vuole fortuna. Le persone che hanno scoperto questo giacimento unico si sono davvero imbattute in quelli che sono gli effetti dell'asteroide che 65 milioni di anni fa ha impattato con la Terra. Quindi è normale per noi cercare sempre le catastrofi legate a un evento del genere. I colleghi degli Stati Uniti hanno trovato invece quel poco che, tra virgolette, si è salvato, che si è preservato. Siamo nel Nord Dakota, siamo a migliaia di chilometri dal sito in cui il meteorite ha fatto quello che ha fatto e le ondate arrivate fino a lì hanno seppellito in modo quasi perfetto pesci, dinosauri, piante e quant'altro, che effettivamente sono la fotografia del giorno in cui è caduto l'asteroide sul pianeta. Di preciso come è stato deciso di andare a scavare in quel punto del Nord Dakota? Si va a tentativi, non c'è mai un trucco per trovare più in fretta i giacimenti. La zona del Nord Dakota, di tutto il Nord America, è incredibilmente ricca di giacimenti che risalgono al periodo dei dinosauri e dopo molti anni passati nelle badlands, il collega fortunato ha trovato, diciamo, il punto giusto, quello che ha preservato esattamente quello che cercavano. Il cinema sui dinosauri ha costruito videoteche intere. C’è un film che secondo lei ha raccontato veramente in modo realistico i dinosauri? Io appartengo alla generazione del primo Jurassic Park. È innegabile, è stato un punto di svolta. Nel bene o nel male ha condensato trent'anni di ricerche scientifiche e le ha messe in una pellicola vista da milioni di persone. Io all'epoca avevo qualche annetto in meno e vedere per la prima volta i miei dinosauri sul grande schermo certamente ha avuto un grande impatto. Da lì in avanti diciamo che ci sono prodotti buoni e meno buoni, ma comunque sia l'effetto è lo stesso, il fascino davanti a qualche cosa di strano che ha motivato generazioni nel corso di ormai 150 anni in realtà. Qui al Festival delle Scienze lei incontrerà circa 500 bambini delle scuole elementari. Quali sono domande che i bambini e i ragazzini le fanno più frequentemente? Sono domande difficili perché sono preparati e aggiornatissimi, alle volte più di me. Dai dinosauri più strani che sono stati scoperti alle frasi che non li hanno convinti in alcuni dei libri che leggono insieme ai loro genitori, però dimostrano sempre molta attenzione in quello che chiedono. Sono le domande più difficili in assoluto, anche perché non sono preimpostati per una risposta, vogliono davvero sentirsi dire la verità e la verità certe volte è “Non lo so. Vorrei tanto saperlo anch'io e dobbiamo lavorare su questo. Magari sarai proprio tu, ragazzino, fra qualche anno a rispondere a questa domanda”.

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