Rogo libreria, strappato striscione di solidarietà abitanti

07 nov 2019

Siamo a Centocelle, un quartiere con oltre 56000 abitanti che negli anni si sta lasciando alle spalle la nomea di zona degradata, anche grazie all'apertura di bistrot e locali di tendenza. Eppure qui in pochi mesi due incendi di natura dolosa hanno distrutto una libreria antifascista e una pizzeria. Nella notte tra martedì e mercoledì qualcuno ha appiccato le fiamme alla caffetteria libreria "La pecora elettrica". È la seconda volta in pochi mesi e a ottobre qualcuno ha dato alle fiamme i locali di quella pizzeria. Noi stavamo per riaprire questo posto. Anelavamo alla nostra quotidianità, che è fatta di presentazioni di libri, di musica, di buon mangiare, di buon bere, di rispetto per il quartiere, di amore per questo quartiere e questo ritorno alla normalità ci è stato negato. Per ora chi indaga non si sbilancia, mentre gli abitanti del quartiere puntano il dito contro lo spaccio di droga che avverrebbe nel parco adiacente. Questa via specialmente, il fatto dell'illuminazione fatta dai locali, fatta dai lampioni, dà fastidio perché ovviamente non si possono fare determinati tipi di commerci. C'è sicuramente un problema che riguarda lo spaccio. Vede che c'è un'inferriata là. Cacciavano la droga, se la prendevano, gli davano i soldi e quelli si nascondevano. Gli abitanti del quartiere si schierano con il caffè letterario, definito da molti un rifugio democratico. Qualcuno ci mostra lo striscione esposto durante la marcia di solidarietà, strappato da mani ignote. È una cosa grave e noi siamo qui per sostenere perché non va bene. No? La cultura deve avere il suo spazio. Siamo in un momento di crisi, secondo me e quindi si manifestano queste cose. Non a caso la delinquenza a Roma è diventata insopportabile. Io abito a piazza Divini, è buia. Io non esco perché ho paura.

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