Rogo Thyssenkrupp, sì a semilibertà a manager tedeschi

18 giu 2020

Ira e scoramento. Le famiglie che in quella notte persero i propri cari, hanno reagito così alla notizia. Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, i due manager tedeschi della ThyssenKrupp, condannati a cinque anni di carcere per omicidio e incendio colposo, non sconteranno la pena totalmente in prigione, ma beneficeranno della semilibertà. Di giorno potranno andare a lavorare in azienda, di notte dovranno rientrare in carcere. Sono passati quasi 13 anni da quella notte del dicembre 2007 in cui, nel corso di un incendio divampato lungo la linea 5 dello stabilimento ThyssenKrupp di Torino, persero la vita sette operai in servizio, intrappolati nel fuoco della acciaieria. Oggi l'ex amministratore delegato, il dirigente non hanno ancora cominciato a scontare la pena in Germania, visto che l'esecuzione non è stata disposta, e dovrebbe iniziare entro 30 giorni. La notizia anticipata dai media tedeschi e comunicata in queste ore alla Procura Generale di Torino ha sollevato l'indignazione dei parenti delle vittime, che ora minacciano di incatenarsi a Roma ed arrivare fino a Essen, la città tedesca dove la Magistratura si è occupata del caso. “Sono basito. Un aggettivo per descrivere le sensazioni che sto provando non è ancora stato inventato.” Sono le parole di Antonio Boccuzzi, l'unico lavoratore sopravvissuto all'inferno di fuoco di quella notte. È da anni, infatti, che i familiari delle vittime aspettano l'esecuzione del mandato d'arresto per la sentenza definitiva. E la sentenza della Cassazione italiana era stata tradotta già anni fa in una pena minore. Perché per la fattispecie in questione la legge tedesca prevede un massimo di 5 anni. A Espenhahn, nel 2016, la Giustizia italiana aveva inflitto, in via definitiva, 9 anni e 8 mesi di reclusione. mentre per Priegnitz, la pena era stata calcolata in 6 anni e 10 mesi. A differenza degli altri quattro imputati italiani che dopo la Cassazione erano andati in carcere, i due manager tedeschi sono sempre rimasti a piede libero, ricorrendo alla Magistratura del proprio Paese. Paese. Francesca Smacchi Sky Tg24.

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