Roma, call center della droga a San Basilio, sgominata banda

18 giu 2020

Un vero e proprio call-center, un centralino attivo tutti i giorni, dalle 14 alle 2 di notte per chiunque avesse bisogno di cocaina. La droga ordinata al telefono veniva poi consegnata a domicilio in tutta Roma da Pony Express, reclutati spesso tra i clienti in difficoltà economiche. E come ogni altra attività, in periodo di lockdown, aveva chiuso bottega, ma appena terminata l'emergenza, tramite messaggi, i clienti erano stati informati che l'attività era ripresa. Sette le misure cautelari emesse dal Gip al termine di un'indagine condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. A capo dell'organizzazione criminale, con sede a San Basilio, una delle principali piazze di spaccio della capitale, due fratelli Manolo e Samuel Billocci finiti in manette oggi e anche un nome non nuovo alle cronache, quel Paolo Pirino accusato con Valerio Del Grosso di concorso nell'omicidio di Luca Sacchi. Pirino è già in carcere e sotto processo per quella vicenda. Arresti domiciliari per i quattro corrieri, tre sono donne. La banda, scrive il Gip nell'ordinanza, con questo sistema era riuscita a ritagliarsi uno spazio importante in un contesto a fortissima presenza criminale, riducendo tempi e passaggi, non solo riusciva a minimizzare i rischi, ma anche a coprire dalle 30 alle 50 consegne al giorno fino a 80 nei festivi. Il gruppo riusciva ad intascare circa 15000 euro a settimana. La droga era evidentemente il core business, così lo definisce il Gip, di Paolo Pirino. Anche dietro la morte di Luca Sacchi, davanti a un pub del quartiere Appio latino, il 23 ottobre scorso, c'è probabilmente proprio la storia di una compravendita di droga.

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