Roma, carabinieri arrestano ex boss Banda Magliana

11 feb 2020

Per gli inquirenti era il re di Roma Nord, un re criminale che gestiva su un ampio territorio della capitale affari lucrosissimi basati sulle apparecchiature per il gioco d'azzardo. Era lui stesso a dire, intercettato, io sono un boss, metto macchinette e slot machines dove voglio su tutta Roma. Non ho bisogno di spacciare né di azioni violente, perché sono rispettato da tutti. Il suo nome Salvatore Nicitra, siciliano ma romano d'adozione, un passato nella grande criminalità di Roma della banda della Magliana, un presente tuttora incentrato sulle attività illecite. La Procura di Roma lo ha ritenuto capo e promotore di un'organizzazione a delinquere finalizzata a vari reati tra cui anche il riciclaggio e il Gip ne ha disposto l'arresto assieme ad altre 37 persone. Tra loro le sue donne, la figlia, la madre, la compagna e la segretaria. Ciascuna aveva un ruolo preciso, come la figlia, che investiva e occultava le ricchezze di provenienza illecita facendogli da sistematica prestanome, o la madre, dotata di potere decisionale nei suoi affari sporchi. Tutte sono finite ai domiciliari. Fondamentali le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia nei primi anni 90, da Maurizio Abbatino, ad Antonio Mancini, al cognato di Leoluca Bagarella, Giuseppe Marchese. I Carabinieri hanno risolto anche 5 omicidi e tentati omicidi di fine anni 80 nel quartiere di Primavalle e sequestrato beni per 15 milioni di euro, scoprendo anche di suoi frequenti contatti con due agenti della polizia.

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