Roma, in coda due giorni per un tampone

18 ago 2020

Sì siamo di ieri, siamo ventui. E siete dovuti tornare oggi? Siamo dovuti ritornare oggi, sì. Sei ore in coda per fare un tampone non bastano. No, perché qui alla Casa della Salute di Labaro periferia nord di Roma, c'è chi è dovuto tornare per il secondo giorno consecutivo. Quanto avete dovuto aspettare ieri? Dalle tre alle nove. Già ieri pomeriggio abbiamo girato al centro Santa Maria della Pietà, quello a San Giovanni, poi siamo venuti qua, siamo arrivati verso le cinque e un quarto del pomeriggio ci hanno detto che avevano chiuso, avevano bloccato la fila, e ci ha detto la guardia di tornare stamattina, magari un po' prima per cercare di arrivare, insomma, prima dell'orario di apertura, per cercare di essere tra i primi. Dei circa 2000 test effettuati presso gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino il 50% dei casi riguarda giovani tra i 18 e i 34 anni. Il problema, lamentano in molti, è che in aeroporto dopo le 6 della sera non si fanno più i tamponi. Purtroppo il mio volo è atterrato alle 18:30 invece che alle 18 e quindi non ho potuto usufruire del tampone all'aeroporto di Fiumicino. Ieri sono rientrato a Fiumicino dalla Grecia, era poco più tardi delle sei, l'aereo è arrivato alle sei e 35, e già non era possibile fare il test in aeroporto. La risposta della Regione è semplice. Siamo a corto di personale, non ci sono medici sufficienti per coprire più turni. E allora l'unica alternativa è mettersi in fila in uno dei 19 drive-in di Roma. Lei è rientrata dalla Croazia in macchina. Sì. Ha attraversato il confine. Tranquilla. Dalla Slovenia, Croazia, Slovenia, Italia. E nessuno le ha chiesto nessun documento, nessuna certificazione? No, assolutamente. E perché lei è venuta qua? Perché sono una persona civile. C'è chi sa di dover affrontare una lunga attesa e arriva preparato, magari con un libro per ammazzare il tempo. In coda troviamo poi non solamente i turisti rientrati dai Paesi per i quali è obbligatorio fare il test, ma anche chi vuole farlo per senso civico. Dalla Sicilia. Come mai fai il tampone? Perché ho raffreddore, tosse, qualche linea di febbre, per cui i miei dovevano rientrare a Roma e per sicurezza, insomma, ho preventivamente voluto fare il tampone. Rientriamo da una vacanza a Gallipoli in Puglia, per scrupolo ce lo stiamo facendo, per sicurezza sia per noi che dei familiari insomma. Perché lo fate? Eh, perché c'è stato un focolaio lì in Sardegna. Quindi per precauzione? Sì. Come mai sei venuta a fare il tampone? Perché un nostro amico è risultato positivo, quindi per precauzione. Siete stati contattati dall'Asl? No, siamo qua di spontanea volontà.

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