Roma, l'ultimo saluto a Sergio Zavoli

07 ago 2020

Ha sempre avuto questo tono che si riconosceva a prima vista di chi vuole cercare l'approfondimento, di chi non si accontenta della notizia improvvisata. Forse dobbiamo capire tutti una cosa, che oltre alla velocità ci vuole la profondità. E Zavoli pensava che prima del mezzo tecnico venisse lo spirito critico. Ecco, questa forse è la sua più grande lezione. Una cerimonia semplice, partecipata dagli amici più cari e da alcuni compagni di partito, oltre a qualche volto noto della TV, come Michele Mirabella e Renzo Arbore. E poi alcuni dirigenti RAI. Nella chiesa di San Salvatore in Lauro, in centro a Roma, l'ultimo saluto a Sergio Zavoli, il giornalista, scrittore, poeta, senatore scomparso a 93 anni. Lui era sicuramente un intellettuale, ma era uno di quegli intellettuali che capiva che l'importante per qualcuno che è culturalmente attrezzato è di farsi capire e di essere... di migliorare la qualità delle persone semplici. Bastava guardarlo per imparare perché imitarlo era impossibile. Per tutti una luce nel panorama culturale italiano, un faro del giornalismo. Credo che chiunque voglia praticare la professione di giornalista, vecchio o giovane, della carta stampata e della televisione, non possa fare a meno della lezione di Zavoli. In prima fila in chiesa la vedova Alessandra Chello e la figlia Valentina, avuta dal primo matrimonio. Poche persone, così come impongono le norme Covid. A dire l'omelia don Carlo Brezza, il prete che lo ha seguito durante l'ultimo anno di vita. Dio era il centro delle nostre conversazioni. Mi diceva spesso, quasi per dire l'ultima parola: credo di credere. Lo affermava ripetutamente. E allora gli dicevo: non ce la fai a dire “credo”? Da Rimini è arrivato anche il sindaco della cittadina romagnola, dove Zavoli sarà sepolto di fianco alla tomba del suo amico di sempre, Federico Fellini. Per l'Italia è quella dolcezza di voce profonda che non aveva ultimi o primi. Un applauso ha accompagnato il feretro durante l'uscita dalla chiesa al termine del rito; poi il viaggio verso casa, la sua Rimini, dove nel Teatro Galli sarà allestita la camera ardente fino a sabato mattina.

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