Roma, rischia di chiudere lo storico Caffè Greco

22 ott 2019

Non esiste guida di Roma che non gli dedichi almeno un trafiletto, turista che non si sia fermato per una foto. Incastonato in Via Condotti tra i negozi del lusso, il Caffè Greco è più di un'Istituzione della Capitale, è un pezzo integrante della sua storia. I tempi cambiano, soprattutto gli interessi, e ora quello che per 250 anni è stato il punto d'incontro di artisti, poeti, musicisti e politici rischia di chiudere. La ragione è nel contratto d'affitto. Da due anni la proprietà, l'Ospedale Israelitico, e i gestori sono ai ferri corti per l'aumento del canone richiesto da 17.000 euro al mese a 120.000 euro. È possibile? Sono allibita. Lo sfratto, programmato per oggi, è stato rinviato a gennaio. Sotto c'è un'inchiesta, il Giudice potrebbe pure dire: "I problemi che ho sollevato per cui ho sospeso non sono risolti" e risospende un'altra volta. A rischio non è solo che il Caffè si trasformi nell'ennesima boutique della moda, ma anche il destino dei 36 dipendenti che saranno licenziati. Romani e turisti sono senza parole. Mi dispiace tantissimo, perché vengo qui da quando sono adolescente. Se è così ci dispiace sicuramente. È un pezzo di Roma che va via. Tra le tele, molte autografe, e le statue custodite in queste preziose sale, si sono intrattenuti personaggi come Gate, Byron, Federico Fellini, Gabriele D'Annunzio, Gogol' e Guttuso. L'ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini ci veniva tre volte a settimana. In questi giorni di fermento l'Ambasciata di Polonia a Roma è arrivata a scrivere una nota per esprimere la propria preoccupazione. E così anche altre rappresentanze straniere. Il locale è vincolato dal Ministero dei Beni Culturali dal 1953, il che significa che ogni oggetto che si trova qua dentro non può essere spostato. Ma, forse, i vincoli non basteranno ad affermare che esistono valori universali che vanno difesi e che dovrebbero contare di più dei soldi.

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