Roma stretta tra l'emergenza rifiuti e il degrado urbano

14 ott 2021

"Guarda quanti!". Questi 11 secondi a fine settembre hanno spopolato sui social network e, al tempo stesso, rappresentano in modo clamoroso uno dei problemi più grandi di Roma: il suo stato di degrado urbano. "Roma è una città sporca. La raccolta dei rifiuti stenta e le crisi sono cicliche". Nel 2020 il Campidoglio ha speso 820 milioni e 486.000 euro per la tutela del territorio e dell'ambiente, ossia per la raccolta dei rifiuti. "E di questi solo l'1% va in investimenti". La capitale non è in grado di fare la raccolta differenziata, cresciuta del 2,6% in 5 anni. "Roma è al palo sul porta a porta e sulla raccolta differenziata quindi. Quindi la percentuale piantata al 45% è una vergogna". "In molti casi la qualità della raccolta differenziata è peggiorata e in tantissimi altri casi dalle materie riciclate non si è recuperato nessun, non si sono recuperate risorse". Roma non ha gli impianti per gestire le 4.000 tonnellate di rifiuti che produce ogni 24 ore. Una volta andavano a Malagrotta, ma chiusa quella discarica non sono state trovate soluzioni alternative. I romani, così, pagano la TARI più alta d'Italia ma, al contrario di molte altre città italiane, non guadagnano nulla dai rifiuti. "C'è un potenziale enorme per avere dai rifiuti risorse, e non come oggi un costo insopportabile per i cittadini. Cioè, la quantità di plastica che può raccogliere Roma non la può raccogliere, non c'è nessuno che può competere. E, paradossalmente, tu non riesci a fare il sistema". "Ma quando ci viene raccontato che il porta a porta non può essere, non può arrivare a tutta la città perchè ci vorrebbero troppi operatori, dobbiamo girare completamente il paradigma. Grazie al porta a porta si crea lavoro". "Si potrebbe immaginare di fare una multiutility dell'economia circolare". Nel frattempo i romani resistono. Molti si rimboccano le maniche per migliorare la città, come i volontari di Retake Roma. "Retake fa esattamente quello che dice il nome, cioè spinge le persone, stimola le persone a riprendersi i propri luoghi". Le Mura aureliane separano il quartiere San Lorenzo dalla stazione dei treni di Roma Termini. "Oggi riversano in uno stato di semiabbandono, se non totale. Lo vediamo dalle scritte, lo vediamo dai rifiuti, dall'erbaccia alta, dal fatto che sono molto poco illuminate". A due passi da dove stiamo parlando, nascosta in un angolo, c'è la tenda di un senzatetto. Una delle tantissime disseminate nella capitale. I volontari di Retake e di San Lorenzo hanno pensato di coinvolgere anche loro, i clochard, nella pulizia di alcune aree del quartiere. "Questa è un'occasione per stare insieme, per far vedere che un'altra città è possibile e per dare un'opportunità a queste persone in difficoltà di collaborare". "I primi a rimboccarsi le maniche devono essere i cittadini, è giusto che succeda così, è giusto che le azioni di volontariato portino l'esempio". "Noi non ci vogliamo sostituire alle Istituzioni". Numeri alla mano l'amministrazione capitolina non ha fatto granché. "Per la gestione del verde e per il decoro si dedicano a Roma soltanto circa l'8%. E andando a una cifra pro capite, per comprendere, stiamo parlando di circa 19 euro per cittadino, contro le 40 di Milano e le 50 di Venezia". Vent'anni fa c'erano 1.300 addetti per il servizio giardini del comune, oggi sono circa 250. E il risultato è anche quello che accade ai Giardini di Monte Caprino, la collina su cui sorge niente meno che il Campidoglio. "Nel 2009 chiuse per mancanza di gestione e le cancellate sono 12 anni che sono chiuse a un palmo di naso dagli uffici del Sindaco di Roma". Come Legambiente, in questi anni tanti abitanti della capitale si sono rimboccati le maniche ma non sempre hanno avuto le Istituzioni dalla loro parte. "Noi indicavamo 1.000 discariche, puntualmente segnate su una mappa. C'è stata inizialmente una pulizia di alcune di queste aree che poi sono state di nuovo preda dei rifiuti". "Noi abbiamo segnalato questa discarica che si trova alla confluenza tra l'Aniene e il Tevere. In sei mesi non hanno fatto nulla. E noi abbiamo denunciato questa cosa mettendoci i guanti e bonificandola noi in prima persona". "Una città che non ha un decoro urbano è una città che non ha futuro".

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