Sardegna, il coronavirus preoccupa la Costa Smeralda

27 ago 2020

Rischia di interrompersi bruscamente La stagione estiva di uno dei luoghi più prestigiosi al mondo. La Costa Smeralda è vittima del COVID. Chiudono i locali frequentati dai grandi nomi VIP, L’ultimo è il Phi Beach. Il proprietario, temendo la positività di alcuni dipendenti, ha avvertito la sanità pubblica. Abbiamo mandato una mail, loro ci hanno risposto velocemente, sono venuti, hanno fatto i tamponi, hanno fatto tutto. Quanti dipendenti avrò non lo so e spero il meno possibile. In tutti i casi chi ha avuto la febbre in questo posto è stato messo in casa da solo. Il virus si è moltiplicato con la folla del ferragosto, nella voglia di evadere che ha seguito il lockdown. Ai gestori dei locali il compito di far rispettare regole nel disordine della notte. I 59 positivi del Billionaire, il suo barman in Terapia Intensiva, la positività del proprietario Briatore, i contagi che montano provocano apprensione tra i tanti turisti che hanno scelto la Sardegna e anche tra i residenti. Code infinite ai 40° di mezzogiorno al Mater Olbia, l’ospedale che ha allestito il drive-in per i tamponi al costo di 65 euro. Diciamo che la rigidità delle regole non è stata assolutamente rispettata. La sanità pubblica sarda utilizza il phishing, tamponi a tappeto, come nel caso dei dipendenti del camping Isuledda dopo i casi di positività di un gruppo di turisti. Sono tutti negativi, per i 1600 ospiti il sollievo. Tamponi negli yacht, tra le case di Vacanza, che sono diventate luoghi di quarantena. Per le autorità sanitarie ora il compito più complesso è il tracciamento.

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