Sardegna, nelle seconde case solo per necessità e lavoro

18 mar 2021

Rimarranno così, un miraggio, chiuse, vuote e silenziose. Per difendere il suo colore immacolato e un equilibrio fraglie, la Sardegna corre ai ripari, non si blinda, ma si tutela. Il timori di veder sbarcare migliaia di proprietari di seconde case provenienti dal continente ha portato all'ordinanza regionale che vieta ai non residenti di tornare nelle seconde case, se non per motivi di lavoro o necessità, salute o motivi indifferibili. Abbiamo benedetto questa ordinanza, benvenga, ci auguriamo che i controlli funzionino e sicuramente noi faremo la nostra parte per coadiuvare anche le forze dell'ordine. Se Arzachena, comune per eccellenza della costa Smeralda, ha 2000 seconde case, San Teodoro, 5000 abitanti, ne ha addirittura 12000, ossia 24000 non residenti in più. Ben vengano in Sardegna facendo i controlli, questo non vale solo oggi che c'è questa ordinanza, ma secondo me, deve valere anche per quest'estate, vengano, scelgano la Sardegna, noi li aspettiamo, saranno coccolati nella loro vacanza, saranno coccolati quelli che vorranno ritornare nelle loro seconde case, l'importante è che venga tutto con la massima sicurezza e con la massima responsabilità. In ogni caso, chiunque arrivi in Sardegna deve fare una precisa trafila, iscrizione al sito Sardegna sicura, poi all'arrivo se non ha fatto il tampone prima o lo fa subito o entro 48 ore. Ed è questo l'unico anello debole, chi si rifiuta deve essere identificato, controllato e vigilato, ma spesso i mezzi per farlo scarseggiano.

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