Sci, ipotesi apertura impianti 15 febbraio

27 gen 2021

I 20 gradi sotto zero della notte, mantengono alla perfezione la neve, immacolata di prima mattina. Stampate nel bianco sono le impronte leggere dei cani che giocano, quelle più pesanti di qualche appassionato che con lo snowboarder risale con fatica le piste per poi godersi una discesa solitaria. Gli impianti restano chiuse a Sestriere, come su tutto l'arco alpino, ma qui è già tutto pronto per sciare. Le piste sono prontissime, belle, qui dietro di noi abbiamo la pista olimpica dello slalom del gigante del 2006, che sono fantastiche, pronte per i turisti. Invece, bisognerà attendere almeno fino al prossimo 15 febbraio. È su questa data che si sta ora ragionando per la pluri rimandata apertura della stagione invernale. Il protocollo, redatto dalla conferenza delle regioni per poter sciare in sicurezza, è stato integrato con ulteriori restrizioni dal comitato tecnico scientifico. Il punto fondamentale è il contingentamento delle presenze sulle piste per evitare assembramenti. Così il numero massimo di skipass vendibili, peraltro solo on line, verrebbe ridotto del 50% per ogni giornata. Per quel che riguarda se Sestriere si passerebbe da un teorico 20 mila a un pratico 10 mila che potrebbe essere secondo me ancora gestibile. L'apertura per il 15 febbraio è praticabile. Siamo pronti a farlo e soprattutto è auspicabile per l'aspetto economico di tutto il comparto sci. Il colle si rianima nel primo pomeriggio, quando gli atleti di interesse nazionale degli sci club cominciano gli allenamenti dopo la scuola. Un migliaio di bambini e ragazzi che per due ore e mezzo ogni giorno si ritagliano una parentesi di normalità, zigzagando tra i paletti su sei piste interamente dedicate a loro fino al 6 aprile. Riavvolgiamo il nastro, torniamo a esattamente un anno fa. Che storia stavamo raccontando? Una storia bellissima, perché era una stagione record rispetto agli ultimi 30 anni, a tutti livelli: impianti, alberghi, scuole sci. Purtroppo in 10 giorni siamo piombati nel covid e sicuramente questa situazione penalizzerà per anni tutta l'economia montana.

pubblicità
pubblicità