Sconcerto e delusione tra gli operatori del Terminillo

15 feb 2021

Una funivia, tre seggiovie e un tapis roulant. È il Terminillo, circa 10 chilometri di piste da discesa e poco più di una ventina dedicate allo sci di fondo. Molto frequentato, in tanti avevano prenotato la settimana bianca a partire proprio da oggi, poi la doccia fredda. C'è sole, un mare di neve e ci sono una marea di turisti. Turisti che questa mattina si sono presentati, alcuni totalmente all'oscuro nei nostri alberghi, pensando di poter sciare, ma purtroppo abbiamo dovuto dare la cattiva notizia. Di 25 maestri pronti per partire sabato abbiamo effettuato trenta tamponi a tutto il corpo insegnante, anche al corpo di segreteria e purtroppo ieri sera arriva questa notizia. Questa mazzata che ci ha fermato di nuovo e veramente questa volta è ancora peggio di novembre perché avevamo affrontato spese. Pronti a riaprire significa aver organizzato tutto alla perfezione, in base alle regole e alle limitazioni definite il 4 febbraio, vendita di skipass contingentati, impianti da utilizzare al 50% della capienza. Gli albergatori avevano anche fatto di più, avevano acquistato centinaia di skipass da far trovare nelle stanze dei clienti per evitare le code alle biglietterie. Migliaia di euro non rimborsabili. In tutta la regione sono circa 800 gli addetti al settore e i lavoratori impiegati in bar, ristoranti, alberghi, i maestri di sci. Il danno è enorme. Sono centinaia di migliaia di euro, perché comunque noi anche se partivamo oggi quindi il 15 febbraio avevamo pieno già da oggi fino a fine mese, avevamo prenotazioni già impostate. Per capire basti pensare che ad ogni euro di skipass corrispondono 7 euro di indotto. Un disastro per il settore, fermo ormai da quasi un anno. Abbiamo investito. Chiediamo di poter lavorare. Non ci può essere ristoro che potrà salvarci questo.

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