Sconcerto tra i gestori per divieto asporto bar dopo le 18

03 mar 2021

È stato necessario un chiarimento. Una nota del ministero della salute per sgombrare il campo dagli equivoci e per spiegare che sì, con il nuovo Dpcm in vigore dal prossimo 6 marzo torna la possibilità di vendere bevande da asporto, anche dopo le 18, e sempre fino alle 22 ma solo per gli esercizi che vendono bevande al dettaglio. Ciò vuol dire, enoteche e anche piccoli supermercati. Rimane invece il divieto di asporto dopo le 18 per tutte le attività identificate dal codice Ateco 56 30. E' il classico bar, quello con la macchina del caffè. Quelle attività alle 18 devono sospendere qualsiasi vendita. Ma quale è la logica che sta dietro questa scelta? è una scelta insensata perché non ha una logica e come tutte le norme che non hanno una logica sicuramente non creerà nessun risultato positivo. Per assurdo io posso somministrare i miei prodotti da asporto in delivery e take away in zone più a rischio perché ho un codice Ateco che di fatto lo permette, mentre attività più tranquille, bar pasticcerie, non possono fare asporto, perché rispondono un codice Ateco che non è previsto. E non è un discrimine avere o meno la cucina, quello che conta è sempre il codice. Il codice Ateco parla, 56.30, quello che è vietato, parla di bar senza cucine e simili. Ora questa è una vecchia definizione, io posso, se io ho un codice Ateco 56.3 e ho anche la cucina, mantenendo quel codice, devo essere chiuso. Perplessi anche diversi amministratori locali che leggono nell'eliminazione del divieto di asporto per tutti tranne che per alcuni, un via libera di fatto alla movida, un via libera a quegli assembramenti nei pressi di bar e locali frequentati, perlopiù da ragazzi.

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