Scontro in Laguna, le tratte alternative

03 giu 2019

Via le grandi navi da Venezia, se ne parla almeno da sette anni di non far passare più le imbarcazioni da crociera nel cuore della città. La tratta sotto accusa è quella dove si è sfiorata la tragedia ovvero il Canale della Giudecca, uno dei principali percorsi che sfociano nel Bacino di San Marco. Il naufragio della Costa Concordia, il 13 gennaio del 2012 all'Isola del Giglio, con la morte di 32 persone, riaprì il dibattito a Venezia, con la ricerca di soluzioni e percorsi alternativi, ma ad oggi nessun progetto è stato realizzato, nonostante le tante proteste di comitati e nonostante un decreto del 2012 che dava limitazioni ai movimenti delle grandi navi, superiori alle 40.000 tonnellate. Ma l'entrata in vigore è stata subordinata all'individuazione di via alternative. Quali? Quelle indicate nella cartina riguardano i possibili attracchi delle navi. C'è la rotta attuale, contestata, mentre la sola ipotesi finora approvata è stata avanzata nel 2017, quando il Comitato interministeriale per la salvaguardia di Venezia, presieduto da Graziano Delrio, arrivò a concordare l'approdo a Marghera di tutte le navi. Il piano era piaciuto a tutti, all'allora Governo, al Comune e alla Regione che adottarono la proposta dell'autorità portuale che prevedeva di fare entrare tutte le navi dal porto di Malamocco. Da qui avrebbero percorso il Canale dei Petroli, per arrivare a Marghera e da Marghera, attraverso il Canale Vittorio Emanuele sarebbero potuti approdare in Marittima. Fra le altre ipotesi c'è anche quella di attrezzare il porto di Chioggia.

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