La storia ci dice che l'emergenza più sentita a Impruneta, è stata quella della peste. Il territorio del Chianti, è comunque zona sismica e da una settimana la sveglia suona presto. "05:51, vi siete svegliati tutti?" "Io ero già sveglia, però ora si sta sempre con la paura." "Io abito laggiù. Sicchè stamattina si è sentita abbastanza bene." Laggiù è dietro il Castello del Cafaggio. Il signor Beppe, dalla terrazza panoramica del suo hotel, ci indica l'epicentro. "Dietro a quella collina lì, nella vallata e cioè il confine fra Impruneta, San Casciano e Greve. Località Ferrone, è lì." Ha per fortuna solo il problema di rassicurare la popolazione, il sindaco di Impruneta. "Al momento non risultano danni né a persone, che è la cosa più importante, né a cose. È chiaro che queste continue scosse, che nell'ultima settimana si sono protratte, fanno un po' preoccupare e soprattutto stanno alzando il livello di stress della gente che, il terremoto non sappiamo quando arriva, però poi quando arriva dà fastidio." La faglia sismica c'è, ma è classificata di bassa intensità: il terremoto più importante è del 1895. Ma negli anni sono state rare le scosse, con un'eccezione nel 2014. Sta studiando lo sciame, il sismologo Saccorotti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. "I terremoti di questi giorni sono concentrati in una zona che, probabilmente, coincide con quello che è stato un terremoto dimenticato, avvenuto nel 1959. Non possiamo prevedere l'evoluzione di questo sciame, che può comunque costituire l'occasione per verificare la sicurezza delle proprie abitazioni e ripassare norme di comportamento in caso di terremoto.".























